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Falsi allarmi antifurto via radio: codifica e disturbi

Riprendiamo l’argomento dei sistemi antifurto via radio per chiarire la differenza tra falsi allarmi e allarmi (validi) ‘non pervenuti‘ alla centrale. Facciamo riferimento a quanto già discusso in questo post — che vi invito a leggere prima di proseguire se non lo avete già fatto – a riguardo di doppia frequenza e dispositivi anti-jamming (anche detti anti-accecamento).

Nel funzionamento dei sistemi antifurto wireless si possono verificare due problematiche, diverse e distinte per cause ed effetto:

  1. Allarme Perso:  un messaggio di allarme valido trasmesso da un sensore alla centrale viene perso perché un disturbo ambientale (interferenza radio) oppure un sabotaggio volontario (jamming / saturazione) impedisce alla centrale di riceverlo e di dare origine quindi alla corretta segnalazione di allarme.
  2. Falso Allarme da Interferenza: un segnale radio esterno, non appartenente al sistema di allarme, genera un disturbo che viene (erroneamente) interpretato come un messaggio di allarme proveniente da un sensore e quindi la centrale genera un (falso) allarme.

Ribadiamo che sia la doppia frequenza che l’anti-jamming non hanno nulla a che fare con i falsi allarmi da interferenza: proteggono il sistema dai tentativi di sabotaggio o dalle interferenze radio ambientali ma non influiscono in alcun modo sugli allarmi da interferenza.
Se il vostro antifurto via radio scatta a causa di un disturbo generato da dispositivi ‘esterni’ (altri radio-comandi, apri-cancelli e simili) significa che la qualità della vostra centrale è scarsa.
La causa del falso allarme è legata all’incapacità della ricevente radio di distinguere la trasmissione del codice valido da quello non valido, oppure da una codifica del messaggio inadeguata. Senza entrare troppo nel dettaglio tecnico, i sistemi senza filo inviano codici dai sensori alla centrale (così come tutti gli altri prodotti via radio): se un disturbo viene erroneamente letto come un codice valido o se la centrale ha un numero di codici possibili molto basso tale da poter accidentalmente coincidere con quello di un radiocomando auto o un apri-cancello, allora si verificano i problemi di cui sopra.

Quanto è frequente questo problema? In passato, i primi sistemi via radio non erano così sofisticati e tecnicamente avanzati come quelli di oggi ed in effetti il problema della codifica e delle interferenze era possibile. Ora i sistemi presenti sul mercato, sia per evoluzione dei componenti sia per esigenze normative, non sono più affetti da questi disturbi, ma in alcuni casi si trovano ancora prodotti di scarsa qualità che soffrono di questo male: la differenza di costo tra un sistema wireless omologato di qualità ed uno scarso è spesso proprio nella qualità della radio che, soprattutto nelle periferiche, è il componente più costoso.

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  1. Enrico
    12/10/2012 alle 12:20 pm

    Mi scusi Mauro, sono un programmatore informatico e sistemista ignorante in materia di antifurti. Stavo pensando di autocostruirmi un antifurto per diletto con Arduino e moduli Xbee per la comunicazione con sensori remoti wireless.

    Leggo e sento sempre dire che il wireless non da garanzie sufficienti e a questo proposito lei ha già scritto come comportarsi.
    Poi si parla di accecamento, jamming ecc. Mi chiedo: ma non è sufficiente che la centrale faccia scattare l’allarme se dopo tot tempo non riceve segnali di “heart beat” da un sensore?

    Mi spiego, la mia idea era: ogni 30 secondi ogni sensore deve comunicare con la centrale per dire “tutto ok, sono vivo e funzionante”. Se per un minuto la centralina non ha segnali di vita dal sensore allora scatta l’allarme.

    Dove sbaglio? Perché non funziona in questo modo? Che sia una o due frequenze teoricamente il metodo dovrebbe funzionare lo stesso….invece?
    E’ assurda la mia idea di autocostruzione dell’antifurto?

    Grazie e complimenti per le informazioni dettagliate che condivide con noi tutti.
    Magari potrebbe fare un salto a casa mia per consigliarmi cosa installare 😉

    PS: sarebbe bello avere anche degli articoli con nomi e marche, tanto per evitare di acquistare cianfrusaglie non affidabili. E’ un mondo complesso e dove molti ne approfittano.

    • 13/10/2012 alle 9:27 pm

      Buongiorno Enrico
      il suo progetto è molto interessante e sarebbe utile poterlo condividere (in pieno spirito Arduino) con la comunità del web.
      Venendo alle sue domande, il problema è legato al consumo della batteria. Quello che lei ha chiamato heart beat è in effetti lo stato in vita, ampiamente utilizzato (ma con frequenze più basse – orarie in genere) per via della batteria appunto. Ma non solo: il vero problema dal punto di vista della sicurezza è che lo stato in vita segnala solo l’assenza del sensore (che potrebbe essere stato rimosso o alla peggio perché è scarico – anche se il segnale di batteria bassa dovrebbe aver già segnalato questa situazione).
      Inoltre sensori mono-direzionali non consentono nessun tipo di interrogazione e l’eventuale interruzione del vettore radio può essere ipotizzata ma non segnalata attivamente. Però questa configurazione permette di avere periferiche a basso costo e lunga durata delle batterie (3-5 anni almeno).
      La batteria, non dimentichiamo, alimenta anche il sensore (non solo la radio) quindi è critica; certamente la funzione impulsata della trasmissione aiuta (ed infatti c’è l’energy saving, ovvero la trasmissione solo per un certo numero di volte dello stesso segnale, poi il tx si mette in stand-by) ma se moltiplichiamo il consumo x 120tx/ora x 24 ore, anche un micro-consumo diventa significativo nei mesi.
      Idem vale per il bi-direzionale: le periferiche con RX a bordo possono essere accese e spente in base all’attivazione dell’impianto (quindi risparmiano ad impianto spento), ma la radio è sempre accesa e un RX con consumo lineare non è l’ideale per le batterie.
      Il discorso comprende altre considerazioni e non vorrei dilungarmi in questo commento per non annoiare i lettori: per esempio un oggetto interessante è il Twine [http://supermechanical.com/twine/] e se ne potrebbe prendere spunto per considerazioni sul suo sistema.
      Sono comunque molto interessato dalla sua idea: se ha piacere, mi contatti e magari creiamo una sezione a parte (tipo una Wiki) per discutere nel dettaglio e condividere idee e consigli.

    • Giuliano
      30/09/2016 alle 10:08 am

      Ciao Enrico , provo a spiegarti dove sbagli , il tuo rimedio sarebbe giusto teoricamente ma in pratica non è applicabile , esistono protezioni come dici tu ma immagina un allarme che suona ogni volta il bambino della casa accanto giocando con il telecomando stessa frequenza del cancello lo preme per 15 secondi , sarebbe tutto un suonare e un allarme che suona da solo meglio non averlo , se poi fosse collegato con i carabinieri , questi te lo farebbero staccare subito dopo una settimana visti i falsi allarmi.

  2. Enrico
    18/10/2012 alle 11:53 am

    Le ho lasciato un messaggio tramite l’apposito form

    Grazie

  3. Giuliano
    30/09/2016 alle 10:04 am

    Il problema disturbi radio sulla frequenza di lavoro di un ricevitore radio esiste da sempre e nulla conta la bontà dell’apparecchio quando il disturbo e sulla stessa frequenza , i ricevitori di qualità escludono eventualmente disturbi su frequenza molto vicina ma nulla possono se 434Mh è il ricevitore e 434Mh è il disturbo o portante , banda molto stretta e ottimi filtri non risolvono nulla , se hai una portante e forte disturbo si acceca il ricevitore, nessuna soluzione esiste , solo nel caso il disturbo non sia fortissimo , si può ovviare posizionando il ricevitore in posizione nascosta da quella da dove arriva il segnale disturbo che si può trovare con antenna direttiva semplice o doppia e misuratore di campo , vedi Striscia la Notizia.
    Leggo da un anno circa che forniscono come rimedio l’antiacceccamento esistente lel ricevitore o anche applicabile a quelli esistenti , in pratica se il disturbo portante dura per un certo numero di secondi , ad esempio 10-15 secondi , l’antifurto per proteggersi va in allarme per segnalare intrusione o sabotaggio , questa è la peggiore soluzione perchè se voglio farti staccare l’allarme ti farò suonare continuamente l’antifurto fino che stanco lo lasci spento.
    Questi disturbi portanti sono i più strani e vari , tutto può disturbare e accecare , mi è capitato la lampada a risparmio energetico con un guasto che irradiava spuria radio e essendo vicina alla centrale accecava pur la lampada funzionando.
    Capitato un battitore di cassa che pur funzionando correttamente all’improvviso si è messo a irradiare disturbi e bloccava.
    Un impianto si accecava e cercando con il rivelatore di frequenza seguendo il disturbo venivo portato a una stufa a pellet , il proprietario mi ha guardato storto quando gli ho detto viene dalla stufa anche staccata dalla corrente , e soltanto alla richiesta di cosa ha in casa che si attiva con telecomando ricordava che la stufa aveva il telecomando , era appunto dove la stufa e si era guastato da solo irradiando disturbi.
    Altra volta un allarme bloccato causa una bilancia pesa persone che segnalava la batteria scrica disturbando con una portante.
    Molti ripetitori tv da casa che portano il segnale da una stanza all’altra iniziavano a disturbare .
    In pratica tutto può disturbare e il problema e trovare da dove viene e trovare esattamente l’apparato disturbatore che può essere in casa nostra , stacchi il 220 e se in casa e non a batteria termina il disturbo.
    Ma se in un condominio viene da l’appartamento accanto sopra o sotto? è un problema.
    Per rilevare questi disturbi ci sono apparecchiature adatte sia piccole portatili che sempre portatili ma più impegnative , c’è un apparecchietto tipo un tester a lancetta che è un misuratore di segnali , è tanto preciso e ben fatto che rileva con precisione la distanza/potenza del disturbo , lo accendi e la lancetta si muove su un valore , cammini avanti indietro e la lancetta segnala se ti avvicini o allontani dal disturbo , acqua fuoco fuocherello arrivi dove l’ago segna sempre il massimo , questo apparecchietto è un vero capolavoro ma serve soltanto per disturbi diretti vicini portanti sulla frequenza in usa precisa.
    Poi ci sono disturbi ambientali che vengono chissà da dove esternamente , mi è capitato che oscurava una intera zona di oltre 7 Chilometri per 400 metri di larghezza , non si potevano montare ricevitori in questa zona , le auto non si aprivano e i cancelli elettrici non funzionavano , il disturbo era 434 esatto , una vera portante che partiva da una antenna sui monti , ho dovuto triangolare con misuratore di campo e antenne direttive la zona trovandola , a quel punto l’escopost era l’unico rimedio , questo disturbo ha rotte le scatole dal 2.000 al 2.014 , poi è sparito da quella zona spostandosi al paese accanto , non l’hanno tolto ma soltanto girato un poco spostandolo.
    Tutto ciò che è via radio non rispetta nessun bugiardino di istruzione ma dipende la luogo in cui è posto.
    Radio a casa mia va 100 metri , la porti a casa tua magari va 10 metri , eppure è la stessa funzionante , ma fagliela capire al padrone di casa.
    Giuliano.

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