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Posts Tagged ‘doppia frequenza’

Falsi allarmi in veranda

29/01/2013 2 commenti

perimetraleSalve,mi chiamo Vincenzo, sono un’istallatore agl’inizi non di esperienza alta, di recente ho montato una centrale (4 zone) l’impianto è stato realizzato nel seguente modo:
2 sensori doppia tecnologia k2 programmati in evomontati in serie posti su una veranda chiusa da vetrate.La veranda è lunga una 10 di metri. Quindi uno posto a 45° in un lato l’altro dall’altra estremità montato sul soffitto con staffa inclinata verso il basso(quest’ultimo vede il corridoio della veranda in modo lineare).Poi c’è un’altra veranda sempre con vetrate suddivisa in due quadrati su ciascun quadrato ho posizionato un sensore doppia tecnologia k2(sempre in serie). All’interno della casa ho montato altri due sensori k2 uno nel corridoio ,l’altro in prossimità della centrale. Infine un contatto magnetico sulla porta.
Il problemi sono i seguenti ognitanto su una veranda(quella lunga 10 mt) si verifica un falso allarme,il combinatore a volte chiama i numeri a volte no. L’altra sera poi per assurdo mentre la padrona di casa aveva inserito l’allarme stando all’interno della casa quando riceveva o effettuava chiamate sul suo cellulare(il suo numero è registrato sul combinatore telefonico integrato nella centrale) la centrale dava allarme. Per quanto riguarda i sensori essi possono leggere al dilà delle verande visto che poi c’è un cortile con alberi? Visto che è un sistema filare ci possono essere interferenze? Accetterei consigli ,grazie scusi se mi sono dilungato.

Buongiorno Vincenzo

I sensori doppia tecnologia (IR+MW) non possono segnalare allarmi oltre la veranda (chiusa) in quanto la parte infrarosso non attraversa il vetro, a meno che siano configurati in logica OR, vale a dire che solo una delle due tecnologie (IR o MW) basta a far allarmare il sensore. Verifichi la programmazione EVO e si assicuri che non sia settata in modo da generare allarmi solo dalla microonda.

Le interferenze sono sempre possibili, ma in questo caso mi sembra un’ipotesi poco probabile. Quanto meno andrei a ricercare prima la causa dei falsi allarmi nei sensori sulla veranda.

Per quanto riguarda il combinatore, non ci sono relazioni tra un numero registrato in memoria e le chiamate sullo stesso… si tratta di modello GSM o PSTN? Potrebbe essere un difetto di schermatura del cavo o di errato collegamento.

 

Il ladro di polli

03/12/2012 3 commenti

consiglio antifurtoBuona sera,
vorrei dotarmi di un sistema antifurto wireless e curiosando su internet ho raccolto una serie di informazioni utili a fare alcune considerazioni che volevo condividere, così da cogliere anche le sue osservazioni.
Premetto che non rientro nella categoria di quelli che, se non comprano “quello che costa di più” non si sentono tranquilli, ma neppure nella categoria di quelli che vanno a caccia del prodotto extremly low cost nello scaffale del negozio cinese.
Osservo che i sistemi delle marche più rinomate nello specifico campo dell’antintrusione, offrono prodotti a doppia frequenza con tutte le peculiarità tecniche all’ultimo grido con prezzi davvero alti per l’utente medio. D’accordo, la sicurezza non ha prezzo,…. ma non sempre!
Un mio amico che da poco ha fatto installare un impianto, mi ha detto: ” guarda se vuoi un impianto buono e stare tranquillo quei 2000-4000€ li devi spendere” e mi ha consigliato alcune marche.
Con un po’ di ansia, ho preso tre di queste marche e ho provato a fare due conti per la mia casa (abitazione indipendente medio-grande): kit entry level + modulo GSM + una sirena esterna + qualche sensore aggiuntivo + qualche telecomando = oltre 2500€, senza installazione e passa la paura.
In seguito, ho voluto approfondire le mie ricerche e ho trovato altre marche che, a livello mondiale nell’elettronica e sensoristica hanno una reputazione più che eccellente, che offrono sistemi ad una sola frequenza a prezzi decisamente più contenuti.
Quello che ora mi chiedo è: “ma se spendo tanto,…ma proprio tanto di più, sono ugualmente tanto, ma proprio tanto più al sicuro?” il forte dubbio serpeggia!
Per esempio, cosa mi offre la tanto costosa doppia frequenza? A meno di improbabili fastidiose interferenze mi sembra di capire che offre al sistema una possibilità in più di funzionare, nel caso in cui il male intenzionato vuole entrarmi in casa attrezzato con un trasmettitore che genera una portante su una delle due frequenze; ma se il ladro è così “professionale” da preoccuparsi di oscurare una frequenza, significa che è un ladro tecnologico, se è così allora è anche aggiornato e sa che una sola portante non è sufficiente per mettere fuori uso un sistema a doppia frequenza,…ergo, un ladro veramente attrezzatto, viene con due trasmettitori,…uno per ognuna delle due frequenze, diversamente sarebbe un “ladro di polli”, cioè di quei ladri che non cercano di certo l’istituto di credito o la villa di Berlusconi, per cui una, due o tre frequenze,….sempre ladro di polli è!
A questo punto penso che, per la mia abitazione che tra l’altro è anche un po’ isolata dal centro abitato, lontana da qualsiasi genere di ripetitore radio ed ha come servizi wireless solo il modem wi-fi e il cancello elettrico, un buon impianto ad una sola frequenza potrebbe essere sufficiente;… Allora, impianto a 433 o 868Mhz?
Vedo pubblicità che esaltano l’ultima banda di moda (868Mhz) come l’ultimo ritrovato per prestazioni eccezionali, immunità ai disturbi e azzeramento dei falsi allarmi e, guarda caso, costa di più dei sistemi a 433Mhz considerati praticamente obsoleti; ho come il sospetto che, a meno di situazioni particolarmente affollate di servizi wireless a 433Mhz o particolari necessità di penetrazione strutture murarie, in tutta questa euforia sull’ultima banda radio, ci sia molto fumo e poco arrosto; in altre parole, i costruttori devono seguire la liberalizzazione della nuova banda dedicata ai sistemi antintrusione, tanto vale cogliere l’attimo e pubblicizzare a oltranza l’ultimo ritrovato.
Non vorrei sembrare irriverente verso chi sostiene con entusiasmo gli ultimi ritrovati tecnologici, ma vorrei evitare, per principio, di spendere soldi per qualcosa che non mi serve,…abbiamo comprato tutti negli anni ottanta un videoregistratore con mille funzioni di modifica immagine, queste funzioni le abbiamo pagate tutte, compresa la famosa funzione mosaico,….gallina beccami se qualcuno l’ha mai usata.
In sostanza restando nel mono banda mi verrebbe da dire, estremizzando, meglio un sistema a 433Mhz di qualità (le buone marche le conosco per motivi di lavoro, non vado certo in base alla simpatia), che un sistema a 868Mhz comprato per due soldi sul motore cinese Alibaba,… e il ladro di polli è servito!

Cordiali saluti, Paolo

Buongiorno Paolo

Grazie per il suo contributo: e’ un ottimo esempio per tutti i lettori che la prima cosa da fare quando si vuole affrontare il problema antifurto non e’ il solo confronto dei prezzi, ma l’analisi del rischio e della propria necessita’ di sicurezza. Abbiamo più volte scritto in questo blog che un sistema di allarme realizzato con materiale scadente o installato male equivale ad uno spreco di soldi, pochi o tanti che siano. Parimenti, cercare di trasformare la vostra casa in una specie di caveau di banca da film di spionaggio, oltre che una missione impossibile sarà una spesa eccessiva e sovradimensionata (= uno spreco).

Sulla doppia frequenza: da un punto di vista tecnico, il punto debole dei sistemi via radio e’ quello di non poter verificare in tempo reale, come fanno i sistemi via cavo, il tentativo di sabotaggio (il cosiddetto taglio cavi). La doppia frequenza e’ la risposta, sia tecnica che commerciale, per ovviare a questo ostacolo e rappresenta un grado di sicurezza maggiore, soprattutto rispetto a quei prodotti che non hanno elevate prestazioni e che purtroppo hanno un po’ scalfito la fiducia nei sistemi wireless sia da parte dei professionisti che degli utenti. Un buon sistema radio con rilevazione della saturazione della banda (anti-jamming) funziona bene anche con una singola frequenza.

Sulla 868MHz: non e’ solo una moda, ma essendo l’ultima arrivata e’ sicuramente meglio in termini di prestazioni. Non tanto per la frequenza, quanto perché, come in tutti i prodotti di elettronica, l’evoluzione e’ rapida e gli ultimi arrivati hanno in genere meno problemi e maggiori prestazioni. In genere, ma non sempre….
Pensi ai telefoni cellulari: prendiamo come esempio due modelli di successo – il vecchio Nokia N95 e uno smartphone . Lo smartphone e’ iperperformante e grazie alle sue app fa un mucchio di cose. La batteria di ultima generazione e’ avanti anni luce rispetto a quella dell’N95, ma e’ cresciuto il consumo da parte del display; la trasmissione dati, la velocità  di trasmissione, il processore… tutto migliorato (e di molto) e singolarmente meno caro (mi riferisco al costo industriale). Ma se le serve un telefono con una batteria che duri una settimana e non un giorno, fa meglio a comprarsi un N95!

Quindi, come lei, nemmeno io sono un detrattore delle nuove tecnologie, anzi. Ma concordo pienamente con lei sulle conclusioni: meglio un buon sistema di qualità (433 o 868, non e’ qui la differenza) per le sue necessita’ di sicurezza che un prodotto alla moda con mille funzioni che a lei non servono.

 

Doppia frequenza antifurto via radio

23/11/2012 3 commenti

Salve un tecnico mi ha detto che il sistema a doppia frequenza serve per evitare falsi allarmi…… infatti se ad esempio c’è un segnale disturbante che trasmette es. a 433 Mhz e la centrale lavora solo su questa frequenza, c’è il rischio che si attivi così da generare un falso allarme… d’altro lato se la centrale lavora a doppia frequenza, nel caso esposto, non genererebbe un falso allarme in quanto si dovrebbe occupare anche la seconda frequenza (866Mhz) cosa improbabile….. tuttavia non mi è chiara un altra cosa e cioè perchè si vendono centrali a doppia frequenza associati a sensori ad una sola frequenze o al massimo sensori che danno la possibilità di trasmettere a una o l’altra ma difficilemte ad entrambe…..

oggi addirittura ho parlato con un altro nel settore e mi ha detto che la doppia frequenza è usata momentaneamente perchè presto gli allarmi passeranno tutti a 866Mhz proprio perchè il 90% degli apparecchi radio funziona a 433Mhz e per evitare falsi allarmi i sistemi antifurto si stanno spostando tutti a 866Mhz…. ma visto che ci troviamo in una fase di tempo transitoria allora producono centraline con tutte e due le frequenze..fra un pò di tempo le centraline a solo 433Mhz saranno storia..può essere plausibile??

Mhhh, no, non e’ proprio cosi’.
Lo scopo della doppia frequenza e’ assicurarsi che, nel caso una frequenza non sia disponibile, la trasmissione dell’allarme avvenga ugualmente.
Se fosse come dice il suo tecnico sarebbe inutile in quanto, oscurando una frequenza, di fatto si impedirebbe di validare l’allarme.
Il fatto che i sensori a singola frequenza siano associati a centrali a doppia frequenza e’ indice che la centrale usa due canali (e non due frequenze) e quindi, in effetti, la descrizione e’ impropria.

La 433MHz e’ la ‘vecchia‘ frequenza data in concessione non esclusivo ai sistemi antifurto wireless. Poi, vista la congestione in essere, l’ETSI ha allocato anche la 866MHz, tecnicamente un po’ più libera e facile da sfruttare e quindi parecchi costruttori si sono spostati.
In effetti ora tutti usano la 866MHz, quindi di fatto l’osservazione e’ plausibile, anche se in realtà la motivazione e’ legata soprattutto alla disponibilità di radio industriali migliori e a minor costo.

 

Codifica o doppia frequenza?

07/10/2012 4 commenti

Salve,
vorrei chiederle se conosce questo prodotto: ***
Stiamo scegliendo quale antifurto installare.
Questo che le ho mostrato è quello al momento più economico e che ha  i contatti alle porte finestre con 3 funzioni (finestra, persiana e anti-shock), l’unica cosa è che la centrale lavora in monofrequenza, a quanto mi sembra di capire, ma con una codifica a 48 bit. Ne ha mai sentito parlare? Come si potrebbe comparare questa codifica a 48 bit e un sistema a doppia frequenza in termini di sicurezza?

Grazie Mille.
Saluti
Alberto

Buongiorno Alberto

senza entrare nel merito del prodotto specifico (come avrà letto non esprimo giudizi sulle singole marche),  la codifica e la mono/doppia frequenza sono due aspetti abbastanza diversi di un sistema via radio.

La codifica è come un codice segreto: più è lunga, maggiori sono le informazioni trasmesse, maggiore è la difficoltà di duplicazione (volontaria o involontaria), quindi maggiore è la sicurezza. Questo si applica in pratica alla trasmissione dei codici da parte di sensori e di periferiche e comporta una più elevata garanzia che non ci siano sovrapposizioni indesiderate di messaggi.

La doppia frequenza invece è garanzia che i vettori di trasmissione non possano essere oscurati (anche qui volontariamente o involontariamente) con una portante radio che rende sorda la centrale. I sensori trasmettono su due frequenze diverse e, nel caso una non sia disponibile, viene utilizzata l’altra.

Se dovessimo fare una comparazione a grandi linee delle due prestazioni, entrambe valide in termini di maggiore sicurezza, la prima mi garantisce che la trasmissione sia più ‘pulita’ ed univoca, la seconda che sia più affidabile e meno attaccabile da agenti esterni.

Dal punto di vista strettamente pratico, dovessi scegliere tra una e l’altra, sceglierei comunque la doppia frequenza perché l’oscuramento della frequenza rappresenta un fenomeno più rischioso per gli impianti via radio.

 

Antifurto via radio mono-frequenza e qualità

23/09/2012 6 commenti

Gentile Mauro,

ho visto che hai già trattato questo argomento sul tuo blog ma non ho trovato risposta ai miei dubbi… ne approfitto allora per chiedere un consiglio e una opinione più precisi.

Recentemente sono venuto in possesso di un sistema di allarme ***  e mi sono cimentato nel testare il cosiddetto antijamming o antiaccecamento che dir si voglia. Con un comunissimo trasmettitore da radioamatore a 433/434Mhz sono riuscito agevolmente ad accecate i sensori, nel senso che ho tenuto occupata la banda radio e i segnali inviati dai sensori non venivano ricevuti dalla centrale. Risultato: se un ladro avesse adottato questa tecnica, sarebbe potuto entrare in casa senza problemi.

Ho allora chiesto spiegazioni al venditore che mi ha risposto che il loro sistema antijamming si attiva solo se l’interferenza dura per piu’ di 30 secondi e solo se l’interferenza è di una data natura. In sintesi, a mio avviso, è un sistema praticamente inutile. Ho provveduto a restituire il prodotto e sono stato rimborsato.

Allora mi sono documentato su internet e mi è stato consigliato un sistema a banda stretta FM con frequency hopping supervisionato, sempre a 433Mhz. L’ho comprato e messo in opera ma anche questo impianto, che ho pagato circa 3 volte quello precedente, si è rilevato vulnerabile sia in termini di mancata comunicazione radio sensori-centralina che di mancato avviso della presenza dell’interferenza (almeno considerando un tempo sufficiente per entrare in casa e sfasciare la centralina…). Anche qui ho provveduto a restituire il prodotto e sono stato rimborsato (un grazie a chi ha inventato il diritto di recesso 🙂 ).

Scoraggiato da queste prove, ho infine provato un sistema a doppia frequenza ovvero 434+868Mhz dotato di antijamming. Per fare una prova decente mi sono procurato  anche un secondo trasmettitore da radioamatore settato sugli 868Mhz. Risultato: se oscuro una frequenza, l’altra funziona. E se la centralina si accorge che c’è un’oscuramento contemporaneo di entrambe le frequenze, il sistema si attiva e va in allarme: grande! La cosa buona di questo metodo (che ormai ho montato da circa due mesi) è che non ho mai avuto falsi allarmi dovuti a questa funzione.

Allora io mi chiedo: esistono sistemi monofrequenza che abbiano un sistema di comunicazione decente?

Ed infine una curiosità: la frequenza 2.4Ghz che ha molti piu’ canali dei 433Mhz non può essere usata per i sistemi di allarme?

Grazie infinite!
Sergio

Buongiorno Sergio

grazie per questo interessantissimo post e per aver condiviso la tua esperienza – che sarà sicuramente molto utile anche agli altri lettori.

Sì, esistono dei mono-frequenza validi ma purtroppo sono difficili da distinguere commercialmente dagli altri in quanto il mercato è stato inondato da prodotti (soprattutto di importazione) a basso costo – i cosiddetti entry-level, che però hanno generato più confusione nell’utente che vero vantaggio economico.
L’assenza di una chiara normativa di qualità a riguardo ha ulteriormente reso la situazione più complessa per l’utente finale, soprattutto per chi non ha la capacità tecnica ed analitica che hai dimostrato verificando l’effettiva efficienza del sistema radio acquistato. E, a dirla tutta, aggiungiamo anche il problema della doppia finta frequenza, vale a dire di quei sistemi che utilizzano un doppio canale sulla stessa frequenza, facilmente oscurabile da una sola portante radio.

Non vogliamo entrare nel merito della (solita) polemica della metodologia del test che hai utilizzato – non hai tenuto conto del tempo dello scasso, sapevi il posizionamento e la configurazione del sistema, etc. etc. – ma è fuori di dubbio che il problema evidenziato è quanto mai reale: si tratta di sistemi che offrono un basso livello di sicurezza. In alcuni casi, basso vuol comunque dire sufficiente o, come usa dire, piuttosto che niente, meglio piuttosto.

Per quanto riguarda la frequenza 2.4GHz, in teoria è possibile ma ci sono delle considerazioni sia tecniche che commerciali che hanno (fino ad ora) limitato l’utilizzo di questa banda nella sicurezza. Ho provato brevemente ad illustrarle in questo post.

Grazie ancora per il tuo contributo.

Sensori via radio: 433Mhz o 866MHz ?

08/02/2012 11 commenti

Domanda: se la maggior parte dei sensori usa la 433 Mhz,eventuali ladri che entrano in casa potrebbero cercare di oscurare la frequenza più comune e non sapendo dall’esterno che in casa “li aspetta” un sistema che opera in 866 mhz (più raro) potrebbero avere più difficoltà? oppure no? Perché se non ci sono abissali differenze fra i due sistemi (a parità di marca) conviene assolutamente quello più economico! Io, se ho ben capito, devo scegliere sensori wireless compatibili con la mia centralina okkio pro, e vedo che hanno un costo di € 30 circa (semplice PIR per friendly) o € 79 (PIR + microonda), dunque molto inferiore a quelli cosiddetti “di marca più famosa”… il mio è solo un pregiudizio (il sito dichiara di vendere abbattendo i costi eliminando i passaggi intermedi tra produttore e distributore) o secondo Lei, piuttosto che scegliere questi prodotti, è meglio trovare il modo di installare qualche altro modello filare (con pace della moglie che non vorrebbe vedere canaline)? La ringrazio anticipatamente per lo scioglimento dei miei dubbi e Le faccio i complimenti per il blog.

No, sarebbe bello… ma purtroppo non è così. Intanto la 866MHz non è così “più rara” della 433MHz e poi chi tenta di sabotare un sistema antifurto in genere ha almeno l’accortezza di fare un sopralluogo preventivo e vedere con cosa avrà a che fare.
Sulle differenze dei due sistemi non ci sono dubbi: sono assolutamente equivalenti. E’ sulla differenza dei due prodotti specifici che potremmo eventualmente discutere: non è che una frequenza sia meglio dell’altra, ma un prodotto (la radio intendo, il trasmettitore) quello sì che potrebbe esserlo. Una comune radio FM su due canali diversi produce la stessa qualità di suono, ma due radio diverse no, anche se sta ascoltando la medesima stazione.
Certamente, come lei giustamente dice, se vuole installare dei sensori via radio deve obbligatoriamente scegliere modelli compatibili con la sua centrale — sul fatto poi che siano più economici perché eliminano i passaggi intermedi avrei qualche riserva, ma non entriamo nel merito di considerazioni commerciali che spettano solo al suo rivenditore.

L’eventuale scelta del sensore via cavo (sicuramente più economico e non vincolante a nessuna marca specifica) potrebbe essere una buona alternativa ma la mia esperienza in materia mi suggerisce che probabilmente l’avrà vinta sua moglie… Almeno, a casa mia sarebbe così di sicuro 🙂

Interferenze antifurto via radio e trasmettitori

04/02/2012 2 commenti

Buongiorno… dopo qualche anno mi sono finalmente deciso e a breve acquisterò a protezione della mia abitazione ( villino su tre piani e giardino sui 4 lati)un antifurto wireless. . tra le opzioni che mi sono state proposte la differenza sostanziale tra i vari tipi di impianto sta nella frequenza di utilizzo dell’antifurto appunto… praticamente mi hanno proposto uno a trasmissione 433Mh e l’altro a 868Mh . la variazione di costo tra i 2 tipi di antifurto è di 250-300 euro in piu per quello con trasmissione 868Mh.. le chiedo gentilmente se tale tecnologia sia effettivamente piu affidabile o potrei optare comunque per la classica a 433? la mia abitazione è circondata da apparecchiature wireless quali acces point trasmettitori audiovideo su i vari piani dela mia abitazione , 4 apparecchiature quali cancelli automatici solo nella mia abitazione e almeno altrettante nelle vicinanze… questa la mia situazione cosa mi consiglia lei?
grazie in anticipo Gianluca

Buongiorno Gianluca
Non ci sono differenze prestazionali tra le due frequenze, quindi non è che una sia preferibile all’altra, ma bisogna vedere se ci sono differenze tra i prodotti: ammesso – e non concesso – che i due prodotti siano esattamente identici, si comporteranno alla stessa maniera sia che trasmettano sui 433MHz che sugli 866MHz.
Detto questo, entrambe le frequenze operano a basse potenze e a distanze limitate, quindi in teoria access point, trasmettitori A/V, cancelli, etc. non dovrebbero rappresentare un problema. Ma, come sappiamo, la teoria non corrisponde sempre alla pratica: trattandosi di onde radio i fenomeni di interferenza possono sempre accadere e quindi le consiglierei di prestare la massima attenzione in fase di installazione e di usare materiale di buona, se non ottima, qualità, per non andare incontro a problemi e fastidiose complicazioni. Se la selettività del trasmettitore è elevata, il suo sistema radio opererà tranquillamente sul proprio canale senza problemi, ma se la radio non è di buona qualità qualche problema potrebbe averlo.
Eventualmente prenda in considerazione la possibilità di un sistema misto, utilizzando sensori con cavi laddove l’installazione non presenta problemi e senza cavi nei punti inaccessibili con i fili.
Faccia verificare molto bene, prima di fissare i sensori al muro, che il segnale radio raggiunga la centrale ad impianto completamente installato e segnali al suo installatore il problema: una buona prassi sarebbe fare un periodo di test con l’impianto collegato e funzionante ma non allarmato (quindi con le sirene scollegate o zittite ed il solo numero del suo telefono sul combinatore) in modo da verificare a tutte le ore del giorno ed in condizioni diverse che non ci siano problemi — si ricordi che non è detto che l’interferenza sia sempre presente, potrebbe manifestarsi solo in alcune occasioni specifiche ma se genera un falso allarme deve essere preventivamente eliminata.

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