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Posts Tagged ‘chiave elettronica’

Protezione porta blindata di ingresso

29/01/2013 3 commenti

protezione porta ingresso Salve
ho assolutamente bisogno di un valido aiuto non conoscendo il campo sicurezza! il quesito è questo: abitando al 4 piano di un palazzo a roma volevo provvedre a installare un buon antifurto (deterrente) alla sola porta blindata di ingresso? Cosa mi consigliate?
Grazie Cordiali Saluti Santino

Buongiorno Santino

Se l’ingresso principale risulta essere l’unico varco di accesso da proteggere, può installare un contatto apertura ed un contatto vibrazione: in caso di tentativo di scardinamento della porta il sensore di vibrazione dovrebbe aiutarla anche a prevenire (ulteriori) danni mentre il contatto di apertura – che può montare nella versione da incasso (a scomparsa) apposita per porte blindate le garantisce una doppia protezione nel caso, comunque, dovessero riuscire ad aprirla.

Il tutto si collega ad una semplice centrale a cui tipicamente si aggiunge una sirena da interno ed un combinatore telefonico (che trova già anche integrato sulla centrale) per effettuare la segnalazione.

Per completare il tutto le consiglierei di installare un dispositivo di inserimento solo visuale all’esterno (per avere la segnalazione dello stato dell’impianto) ed uno all’interno (chiave elettronica o tastiera) per attivare e disattivare l’impianto.

 

Stato dell’impianto visibile o invisibile ?

01/11/2012 3 commenti

Ciao,
sono un installatore elettricista, conosco la domotica, ma non installo spesso impianti antifurto. Ultimamente ho installato un impianto antifurto Bticino con all’esterno due lettori transponder articolo L4607. Il lettore transponder è dotato di un led che segnala lo stato dell’impianto (verde=impianto disinserito – spento=impianto inserito). Ora la domanda: un ladro, che conosce i colori del led, sa perfettamente quando l’antifurto è inserito o disinserito. Ammettendo pure che si possano programmare i colori, al ladro basterebbe osservare per qualche giorno il led per capire quando provare l’intrusione. Devo obbligatoriamente installare i lettori transponder all’interno della casa e impostare un ritardo in ingresso o esiste qualche altra soluzione?
Grazie
Nicola

Buongiorno Nicola

Esistono due filosofie nel campo della sicurezza – entrambe valide e con una loro logica, ma diametralmente opposte.

La prima sostiene che la segnalazione di impianto attivo debba essere visibile dall’esterno per fungere da deterrente e per ovvi motivi di praticità, soprattutto in impianti multi-utenza dove è comodo sapere prima di entrare se l’allarme è attivo oppure no. In effetti, se pensa solo all’uso familiare comune, personalmente ne vedo una pratica applicazione perché se non avessi la segnalazione led fuori dalla porta mia moglie farebbe scattare l’allarme almeno due volte alla settimana… 😉

La seconda, invece, quella anglosassone, sostiene che la segnalazione non debba essere visibile, sia per non fornire un’informazione che – come giustamente lei ha segnalato potrebbe essere un aiuto ingiustificato al potenziale ladro, sia perché nel mondo britannico, patria originaria della sicurezza antintrusione, lo scopo è quello di catturare il ladro, non di segnalare l’intrusione.
Purtroppo qui da noi sperare in un intervento tempestivo delle Forze dell’Ordine, soprattutto in impianti civili, è abbastanza ottimistico (o forse quasi utopistico).

Chi ha ragione? Come vede, ci sono pro e contro in entrambe le situazioni che debbono essere valutate in base alle necessità ed alle esigenze del Cliente. Personalmente ritengo che si debba fare una scelta legata alla praticità ed al modo di utilizzo, piuttosto che puramente filosofica: sicuramente all’interno (e quindi invisibile) è meglio, ma se questo va ad intaccare la sicurezza (problemi nella gestione del ritardo di ingresso) o la convenienza dell’utente (paura di non riuscire a disattivare l’impianto in tempo, scarsa praticità) allora l’esterno vince.

 

Anti-manomissione e chiave sprogrammata

01/09/2012 2 commenti

Nell’aprire la mia centrale cia protec3 per riprogrammare la chiave elettronica scatta l’allarme anche dopo aver disinserito la stessa con la chiave meccanica; è normale, lo fa per un tempo stabilito, o sono io che sbaglio la procedura? Inoltre quali sono le cause che possono far perdere il codice ad una chiave elettronica con una certa frequenza (magari due volte l’anno è normale!).
Grazie
– Vincenzo

Buongiorno Vincenzo

Credo che la segnalazione di allarme ad impianto disattivato sia una funzione normale della sua centrale legata al circuito anti-manomissione (24H anti-tamper). Serve a segnalare che è stata aperta la centrale per effettuare una manutenzione e, come lei scrive, dura solo per un tempo limitato di alcuni secondi – ovviamente ad impianto disinserito.

Per quanto riguarda la perdita del codice memorizzato, le cause possono essere diverse ma certamente non è normale. Trattandosi credo di una chiave elettronica (in genere con una EPROM a bordo) potrebbe essere un difetto o un cattivo isolamento della chiave – un campo magnetico intenso vicino ai contatti della chiave o dell’elettricità statica possono provocare questo tipo di problema. Comunque, ripeto, non è normale e credo che se segnalerà il problema alla casa dovrebbero sostituirgliela.

 

Sicurezza della chiave elettronica

13/05/2012 2 commenti

Buon giorno e compliemnti per il sito.
Avrei due domande, premettendo che non sono un esperto.
Preciso anche che ometto qualsiasi riferimento ad una marca o modello specifico.
Ecco i quesiti:
1) SENSORE MAGNETICO SU PORTA:
da quello che so, risulta un sensore a basso assorbimento di energia elettrica, praticamente non ne consuma.
premetto che la mia centrale mantiene non solo una memoria eventi, ma anche una sua memoria di quante volte sia scattato un sensore, al fine di non farlo scattare più di tot volte, anhe nel caso sia intervenuto un distacco di rete prolungato, che abbia disalimentato compleTamente la centrale fino a consumo batteria, cioè tale da provocare lo spegnimento del sistema…. comunque il sistema registra quante volte sia eventualmente andato in allarme un sensore….
Avrei quindi bisogno di capire questo: secondo lei, se nel frattempo il sistema si è spento, per prolungata disalimentazione, registra comunque eventuali input di un sensore che funziona particamente quasi senza corrente, come il contatto magnetico, oppure no?
Cioè questa registrazione degli allarmi intervenuti su un sensore necessita counque che il sistema  sia comunque alimentato?

2) TENTATIVI DI TROVARE I CODICI DELL’ANTIFURTO: POSSIBILE?
Talora si vede, almeno nella finzione di certi film, come quelli di 007, che esistono apparecchietti, tipo pc, che collegati alla serratura elettronica di un antifurto, provano tutte le combinazioni, fino a trovare quella giusta………
Questi sistemi esistono davvero?
CIoè un potenziale intruso esperto di elettronica, potrebbe con un software applicato ad un pc portatile, collegarsi alla serratura elettronica di un antifurto, e far così trovare il giusto codice di accesso?
Questo per quanto riguarda antifurto non controllati da telecomandi, ma da serratura elettronica.
Stessa domanda per i telecomandi:
esiste veramente una sorta di apparecchio che potrebbe provare tutti i coidci, sino a trovare quello corretto?
Non mi riferisco al fatto di copiare il codice, quando viene attivato il telecomando originale, ma proprio al fatto di provare tutti i possibili codici.

Grazie delle eventuali risposte.
Gianni 

Buongiorno Gianni

  1. Il contatto sulla porta praticamente è un interruttore, un circuito normalmente chiuso che – quando si apre, genera l’allarme sulla linea. In effetti, praticamente, non assorbe niente. Ma se la centrale rimane totalmente senza alimentazione, tutte le funzioni vengono meno, comprese quelle di memorizzazione dell’apertura di una linea.
    Il problema sta nel circuito che memorizza, non nel tipo di sensore (che può consumare di più o di meno o nulla): senza alimentazione la centrale non può lavorare.
  2. In teoria tutto potrebbe esistere, ma la realtà poi è un’altra cosa. Nella finzione cinematografica ad esempio non si tiene conto che – come avrà per esempio visto anche nel banale caso di un codice PIN del bancomat sbagliato o di una password dimenticata, dopo in genere tre tentativi il sistema si blocca e non accetta più codici.
    Ormai tutti i sistemi di allarme adottano questa o una strategia equivalente: tipicamente dopo tre tentativi vanno in ‘falsa chiave’ e non accettano più nemmeno il codice valido (anche per i telecomandi) per un determinato tempo in modo da impedire l’inserimento di codici errati a tentativi molto rapidi.
    Considerando, teoricamente, che dopo tre tentativi il sistema si ferma per un minuto ad esempio, posso inserire (3 codici x 60 minuti x 24 ore) 4320 codici al GIORNO. Ora, per un codice di sei cifre (un milione di combinazioni) diciamo che se è (molto) fortunato forse dopo un centinaio di giorni lo indovina… 😉

Grazie

Chiavi elettroniche per antifurto

11/05/2012 3 commenti

Buongiorno,
Mi è stato proposto l’acquisto di un impianto antifurto comprensivo, tra le altre cose, di un kit di chiavi elettroniche digitali a sfioramento, con 3 chiavi.
La domanda che desidero porre è la seguente: le chiavi in questione sono programmabili? Che garanzia ho che non siano state preventivamente clonate? In caso di furto o smarrimento sono “annullabili” per l’impianto?
Spero di essere stato chiaro.
Grazie mille!
– Emilio

Buongiorno Emilio

Sì, in genere (credo anche la sua) le chiavi elettroniche di prossimità sono programmabili.
Le chiavi escono con un codice di fabbrica seriale univoco che viene associato esclusivamente alla centrale quindi quella chiave sarà abilitata solo per il suo impianto perché il suo codice viene memorizzato. In caso di furto o smarrimento basterà annullare il codice associato alla chiave persa e riprogrammare una nuova chiave (che avrà dunque un codice diverso) e quindi quella smarrita non essendo più associata all’impianto non funzionerà più.

Sulla questione della clonazione diciamo due cose: la prima è che nessuna chiave è assolutamente non-copiabile. Bisogna vedere quanto è difficile copiarla. Le chiavi elettroniche escono programmate di fabbrica con un codice seriale univoco – il costruttore ovviamente non ha alcun interesse a produrre chiavi uguali e meno sicure e questo è già una buona garanzia. Poi, per leggere il codice devo disporre dell’originale e di una sofisticata attrezzatura per fare la copia (ma se ho già l’originale in mano perché dovrei farne una copia?). In fondo, se lei lascia le chiavi di casa in giro posso fare un calco e duplicarle facilmente…

Supponendo che la sua diffidenza sia verso l’installatore, guardi che non c’è bisogno che lui si duplichi la sua chiave: basta che se ne faccia una per sé: immagini di installare una porta nuova e il fabbro le consegna tre chiavi. E se in originale erano quattro e una se l’è tenuta? E se ha fatto preventivamente un calco o una copia?

Quindi, in buona sostanza, se non si fida dell’installatore, lo cambi. Oppure metta una tastiera con i codici (che si modificherà a piacimento dopo l’installazione) anche se la sostanza non cambia: ma ricordi che la centrale memorizza gli eventi quindi, se qualcuno ha disattivato con una chiave o un codice che non è il suo, rimane sempre una traccia… 😉

Attivatori per antifurto: il nostro consiglio

25/12/2011 6 commenti

Per inserire e disinserire il vostro allarme avete bisogno di un dispositivo di attivazione: ce ne sono di diversi tipi, ognuno con i propri pregi e difetti: tastiera, chiave elettronica, transponder e radiocomando. Vediamo quali sono i fattori da valutare per fare una buona scelta e cosa vi consigliamo. Leggi tutto…

Ritardo d’ingresso, ritardo d’uscita

impianto di allarme con ingresso ritardato

impianto di allarme con ingresso ritardato

I dispositivi di comando – tastiera o chiave elettronica – che servono ad attivare l’impianto antifurto possono essere collocati all’interno (tipicamente, nell’ingresso, vicino alla porta) od all’esterno dell’area protetta. Se installati all’interno, ci saranno dei sensori che proteggeranno l’area dove sono collocati e/o (almeno) un contatto che segnalerà l’apertura della porta d’ingresso. Nel nostro esempio, rappresentato in figura, supponiamo di avere una tastiera (K1) installata vicino alla porta, all’interno dell’appartamento. Per digitare il codice e disattivare l’impianto antifurto dovremo aprire la porta ed avvicinarci alla tastiera, facendo quindi andare in allarme il contatto 1 ed i sensori infrarosso volumetrici A e B che sono installati a protezione dell’ingresso. Per evitare di avere un allarme ogni volta che entriamo in casa (utile per verificare che l’impianto funzioni, ma poco consigliabile per i Vostri vicini) utilizziamo una funzione della centrale chiamata ritardo: con questa funzione, i contatti ed i sensori che sono a protezione dell’ingresso sono programmati per generare prima un pre-allarme e poi un allarme. Il pre-allarme ha la durata di qualche decina di secondi – sufficienti per disattivare l’impianto e poi – se l’impianto non viene disattivato, allo scadere del tempo impostato – si trasforma in  allarme. Durante il pre-allarme le perifieriche di uscita (la sirena esterna e/o il combinatore telefonico) non vengono attivate, ma in alcuni casi si utilizza un cicalino o una sirena interna con suono debole intermittente per segnalare che è comunque in corso una situazione di pre-allarme e che bisogna disattivare l’impianto al più presto. Ovviamente la stessa programmazione è utile anche quando si deve attivare l’impianto per uscire: il ritardo in questo caso agirà al contrario, aspettando il tempo impostato prima di attivare effettivamente l’impianto e permettendo di uscire senza generare un indesiderato allarme.

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