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Sensori di pressione e protezione perimetrale

04/08/2012 2 commenti

Buongiorno,
ho provato a cercare l’argomento sul blog ma non ho trovato (o non ho cercato bene) niente in merito; vengo alla domanda. Mi hanno appena presentato un antifurto per abitazione che funziona rilevando la modifica della pressione d’aria interna dell’appartamento (onde d’urto), ovviamente acclamandolo come l’unico possibile immaginabile sulla terra (di cui hanno il brevetto….). Quanto è affidabile? ho sentito che genera problemi di falsi allarmi…. cosa consigliate per una abitazione che si sviluppa su due piani, che ha giardino su tre lati e che ha già la predisposizione sia per il perimetrale che per il volumetrico? ovviamente mi piacerebbe anche proteggere l’esterno in modo che venga rilevata la presenza PRIMA che arrivino a scassinare le finestre o addirittura ad entrare in casa. Scusate per la lunga esposizione. Vi ringrazio anticipatamente. Cordiali saluti. Davide.

Buongiorno Davide

Sì, ne abbiamo parlato (ad esempio in questo post e anche in questo) ma mi rendo conto che la ricerca in un blog non è facile, in modo particolare quando gli argomenti sono trattati nei commenti o nelle risposte.

Non credo che sia una tecnologia adatta per la sua configurazione: i sensori di pressione vengono utilizzati per piccoli ambienti e in una casa sviluppata su due piani potrebbero dare problemi a causa della perturbabilità naturale legata a spifferi e correnti d’aria ma anche mancati allarmi a causa dell’estensione del volume da proteggere.

Inoltre, avendo lei già la predisposizione sia per il perimetrale che per il volumetrico, può utilizzare sensori via cavo di diverse tecnologie a minor costo e maggiore affidabilità e realizzare un impianto parzializzato (cosa che con i sensori di pressione non può fare) che la protegga anche quando è in casa la sera. Ad esempio, installando della barrierine a stilo o dei volumetrici da esterno a protezione delle finestre, oltre che avere la protezione giorno/notte, ottiene anche la rilevazione prima che l’intruso tenti di scassinare e quindi danneggi l’infisso ed entri in casa.

Sensori di pressione

05/05/2012 16 commenti

Non ho trovato, tra tutti gli interventi letti, nessuna indicazione riguardo i sensori pressometrici.
Sono validi oppure sono solo una trovata commerciale?
– Valerio

Buongiorno Valerio

Degli infrasuoni / sensori di pressione /ultrasuoni ed altre tecnologie obsolete ne abbiamo parlato, credo in risposta a delle domande come la sua — ma in effetti mi rendo conto che in un blog (dove non è possibile ‘taggare‘ i commenti) diventa difficile ricercare e soprattutto trovare tutti gli argomenti.

Le rispondo comunque volentieri sull’argomento perché spesso si parla di sensori che dovrebbero essere trasduttori di pressione, ma che in realtà alla fine sono solo dei microfoni selettivi che sentono le onde di pressione. Questi sensori – ampiamente utilizzati e testati in passato (un passato abbastanza remoto della sicurezza antifurto domestica!) – sono stati altrettanto ampiamente rimpiazzati da tecnologie come l’infrarosso passivo e la microonda, anche abbinate, proprio per la loro scarsa affidabilità.
Ipersensibili allo spiffero più leggero od alla vibrazione causata dallo spostamento d’aria, a causa della loro facile perturbabilità, generano spesso falsi allarmi o – se la pressione dell’ambiente non è costante (ad es. per una finestra o porta aperta) non rilevano proprio e questo non ne giustifica un utilizzo negli impianti di sicurezza soprattutto quando l’alternativa è quella economica ed affidabile dell’infrarosso passivo e della microonda.

Non credo comunque che si possano definire una ‘trovata commerciale’: i sensori di pressione funzionano, e anche bene. Ma sono adatti per ambienti particolari come il caveaux di una banca, sigillato da una porta blindata e senza finestre o altre aperture, non per un appartamento con porte, finestre, spifferi d’aria, etc.

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