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Posts Tagged ‘microonda’

Portata e sensibilità della microonda

19/07/2012 2 commenti

Ciao Mauro,

ti volevo porre un quesito: cosa si intende per sensibilità delle MW nei sensori? E’ un parametro per regolare la portata del sensore o la sensibilità (appunto) al movimento ? La differenza è sostanziale ma, dopo diverse prove, ancora non mi è chiara…finora ho ottenuto come unico risultato l’ironia dei vicini che mi vedono fare movimenti strani e balletti di tutti i tipi nel giardino di casa…!!! non voglio sapere cosa penseranno…!

Grazie per l’attenzione.
Marco

Ciao Marco

La sensibilità della microonda è il grado impostato sotto il quale un segnale viene interpretato come un disturbo e quindi non deve generare un allarme. Le tecnologie impiegate nei sensori MW sono diverse (Doppler, planare, etc.) quindi tecnicamente ci sono risposte diverse, ma il principio è quello di rendere il sensore più o meno ‘sordo’ a seconda della taratura prescelta.
Diciamo, in parole povere per chiarezza e per non essere troppo tecnici, che elettronicamente il segnale in ingresso viene ‘tagliato‘ più o meno in alto a seconda della regolazione e che quindi solo un segnale di un certo livello passa e viene elaborato come allarme. Più è alto il taglio, più è sordo il sensore (quindi meno sensibile).

La portata del sensore è l’area di copertura, quindi la lunghezza fisica coperta dall’emissione MW (9, 13, 15 metri…) e dipende dalla potenza erogata.

Spesso in effetti si fa confusione su questi due parametri – ma la teoria dietro questi concetti a grandi linee è questa.

Saluti a te e, soprattutto, ai tuoi vicini… 🙂

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Regolare i sensori per una copertura migliore riducendo i falsi allarmi

05/07/2012 14 commenti

Buongiorno Mauro e complimenti per l’iniziativa del sito che trovo molto interessante.

Vengo subito al dunque.
Ho un sistema antifurto, basato sulla centrale, volumetrici da interno e impinto perimetrale. Quest’ultimo è stato basato sui sensori a doppia tecnologia delle Maximum (i famosi Curtain); sono impostati in AND.

A seguito di una serie di falsi allarmi (in realtà non erano falsi in quanto ci passvano gatti e animali vari), sono stato costretto a ritarare i sensori da esterno. Che tu sappia, quale è la regola da seguire nel regolare le MW e i PIR per avere una copertura migliore ma al tempo stesso riducendo i falsi allarmi ? voglio dire, è meglio che sia ma MW più sensibile del PIR che interviene a ridosso della zona interessata o è meglio che il PIR intercetti il movimento da lontano per poi far scattare l’allarme se anche la MW scatta?

Grazie in anticipo.
Marco

Buongiorno Marco

Sovra-dimensionare o sotto-dimensionare la taratura di un doppia tecnologia in AND in genere non risolve il problema in nessuno dei casi, al limite riduce solo la sicurezza e l’affidabilità del sensore.

Capisco bene la tua situazione ma, nella pratica, avere la MW o il PIR sempre (o mai) in allarme non fa che squalificare l’effetto di doppio controllo che è tipico dei sensori DT e quindi nel tuo caso potrebbe risultare solo in una maggiore inefficienza del sensore.

Detto questo, personalmente cercherei di lavorare su un posizionamento ed un orientamento migliore, piuttosto che sulla taratura della portata – se possibile. Se il sensore è in campo aperto ridurre la sensibilità della MW (che è la parte che tende di più a ‘scappare‘) potrebbe essere un po’ di aiuto, in quanto il PIR a tenda è già abbastanza selettivo per sè e riducendone la portata non farai altro che aprire un varco nella parte esterna dell’area protetta. Se hai modo di sfruttare un posizionamento più radente al muro o al perimetro da proteggere, magari alzando leggermente l’angolo in modo che non punti proprio verso terra, potresti avere qualche risultato migliore.

Se tutto ciò non dovesse portare ad un risultato soddisfacente l’alternativa che ti rimane è provare con dei sensori PET-immune che rilevano la presenza di animali di piccola taglia e non segnalano l’allarme.

Effetti sulla salute all’esposizione alle microonde emesse dai rivelatori d’intrusione

30/04/2012 13 commenti
ICNIRP logo

ICNIRP logo (Photo credit: Wikipedia)

Abbiamo ricevuto in passato diverse domande da lettori che si chiedevano se l’esposizione alle microonde emesse dai sensori antifurto fosse dannosa per la salute.

Pensando di fare cosa gradita, vi propongo la lettura di una interessante pagina del sito di  uno dei principali costruttori di barriere a microonde che, a sostegno di quanto già sostenuto nelle pagine di questo blog, pubblica dei dati dell’ICNIRP (International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection), l’organizzazione non governativa riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) e dall’Unione Europea (UE).

I dati si riferiscono a prodotti specifici in termini di densità di potenza, ma possono essere tranquillamente paragonati a quelli dei più comuni prodotti antintrusione certificati presenti sul mercato Italiano.

Effetti sulla salute all’esposizione alle microonde emesse dai rivelatori d’intrusione
Fonte: CIAS.

Incrociare sensori doppia tecnologia

07/04/2012 2 commenti

Salve
le vorrei chiedere se si possono incrociare dei sensori doppia tecnologia per avere una copertura più uniforme possibile e senza buchi.

Grazie
Valerio

Buongiorno Valerio
La discussione teorica sarebbe lunga e complessa, ma in linea generale è sempre preferibile evitare interferenze tra MW. Da un punto di vista pratico rischia di avere una tecnologia sempre allarmata e quindi, in buona sostanza, di ridurre il sensore alla singola parte IR.

Forse, per risolvere il suo problema di copertura, sarebbe meglio aumentare (al massimo) la sensibilità del sensore che in ogni caso, essendo un DT, è abbastanza immune ai falsi allarmi. Consideri inoltre che i sensori hanno diverse coperture a seconda della lente e delle specifiche tecniche — tipicamente nelle istruzioni trova l’impronta del lobo della MW e gli angoli dei raggi IR — quindi, se la sua situazione è particolarmente critica in termini di zone scoperte può individuare dei modelli che siano più adatti alle sue esigenze.

Sensori tripla tecnologia all’esterno poco sensibili

23/03/2012 4 commenti

Salve, ho da poco installato un sistema d’allarme con pir doppia tecnologia all’interno e sensori tripla tecnologia all’esterno sui balconi. Ho un problema con i sensori ext.
Ho notato che posizionandomi all’estremità del balcone e avvicinandomi a piccoli passi verso la finestra i sensori ext a tripla tecnologia  rilevano solo il movimento e non il calore e quindi non vanno in allarme essendo tarati in modalità and.
Camminando normalmente i sensori invece vanno in allarme.
Mi chiedo: io che non sono un ladro con una semplice prova sono riuscito ad eluderli cosa può impedire ad un professionista di eluderli?
Com’è possibile che anche se sto fermo davanti al sensore non rilevi il calore?
I sensori sono installati in vicinanza delle finestre.
Che consigli può darmi?
Mi converrebbe sostituirli con dei sensori a tenda per le finestre? Anche con questi non è  che con un attraversamento molto lento o molto veloce si possono eludere?
Grazie.

Buongiorno
Si potrebbero fare innumerevoli considerazioni su questo argomento, ma credo che – per essere concreti e cercare di dare una risposta al suo problema – la più importante è che forse dovrebbe far controllare la taratura dei suoi sensori.
Il fatto che l’infrarosso non rilevi adeguatamente il movimento deriva probabilmente da una  tendenza precauzionale a ridurre leggermente la sensibilità dei sensori all’esterno per evitare i falsi allarmi: chiaramente, però, se questa riduzione va a scapito della sicurezza è necessario riconsiderarla ed eliminare il problema.
Precisiamo anche che è abbastanza normale che il sensore non vada in allarme se lei è fermo: qualunque sensore di movimento si ‘stabilizza’ in quella situazione e non genera allarme – in effetti si chiamano ‘di movimento’ non per nulla… – ma questo non ne diminuisce la capacità di proteggere un volume in alcun modo.
Inoltre: come ha effettuato la prova? Forse guardando i led colorati a bordo sensore? Se così, sarebbe opportuno spegnerli perché forniscono solo un’informazione utile ai ladri (i led servono durante l’installazione proprio per verificare la corretta taratura, ma poi andrebbero disabilitati – soprattutto se i sensori sono installati all’esterno).
A questo potremmo aggiungere che i volumi di protezione dei sensori da esterno che utilizzano doppie o triple tecnologie sono in genere diversi e che è importante che proteggano bene il varco, quindi può essere che rilevino in spazi diversi; si pensi ad esempio ad una microonda abbinata ad un infrarosso con lente a tenda: la microonda ha un angolo più grande e quindi rileva prima, mentre l’infrarosso interviene (convalidando l’allarme in AND) solo quando si è molto vicini al perimetro.
Quindi, in buona sostanza, faccia controllare bene la taratura e l’installazione del sensore e vedrà che non ci saranno più problemi.
Grazie.

Antifurto 2.4ghz e trasmissione in digitale

16/11/2011 3 commenti

dico la mia, da perfetto ignorante (ma mi sto documentando in materia)…
ma realizzare antifurti che usino la banda dei 2.4ghz e trasmettano in digitale non è possibile?

Buongiorno
in teoria sì, in pratica bisogna fare alcune considerazioni importanti che forse spiegano perché i costruttori di sistemi antifurto non si siano avvicinati all’utilizzo di questa frequenza.

La prima è che la frequenza 2.4GHz è inserita in un piano ripartizioni che non è ancora accettato a livello internazionale (la cosiddetta banda ISM varia infatti da stato a stato a seconda delle assegnazioni locali), che di per sè non sarebbe un grave problema ma in genere si tende ad uniformare i prodotti usati per fare economia di scala ed abbattere i costi — e per non avere problemi di omologazioni quando si esporta il prodotto in altri mercati.
Un mercato non ancora ‘omogeneo’ limita la disponibilità ed aumenta il costo dei componenti necessari per le radio, che per applicazioni di sicurezza deve essere contenuto. Se per un telefono cordless piuttosto che un router wi-fi qualche euro in più per il TX/RX può non rappresentare un problema, per un sistema antifurto senza fili, dove ogni periferica ha una sua radio a bordo, il conto si fa più pesante.

Ci sono poi altre considerazioni tecniche legate alle interferenze che i low-powered devices – apparecchi che operano a bassa potenza di trasmissione – devono accettare per lavorare nei 2.450GHz, ma non sono la persona più indicata (tanto meno questo è il luogo adatto) per una disquisizione approfondita in materia: giusto per fare un esempio, comunque, il comune forno a microonde lavora sulla stessa banda.

EPC RFID Tag with permission of SMARTCODE Corp...

Image via Wikipedia

Uno dei fattori che credo però abbiano scoraggiato maggiormente i costruttori di sistemi antifurto wireless dall’intraprendere un percorso anche solo di ricerca, è che alcuni sistemi RFID lavorano nei 2.45GHz. Già da tempo si discute dello sviluppo che questi sistemi possono avere su scala mondiale, con il risultato che sia tecnicamente (maggiori interferenze) sia commercialmente (possibilità che la frequenza venga assegnata esclusivamente all’utilizzo RFID) queste considerazioni hanno un po’ scoraggiato gli sviluppatori in altri settori.

Falsi allarmi in sensori perimetrali infrarosso

07/03/2011 1 commento

Riceviamo da un lettore:

Buongiorno; il mio problema riguarda i falsi allarmi che si verificano nella protezione perimetrale del giardino;alcuni sensori pir espressamente studiati per l’ambiente esterno,al mattino quando l’ambiente è fortemente soleggiato e vi è contemporanea presenza di vento moderato-forte,si creano corenti di aria calda che ingannano i sensori e provocano ripetuti falsi allarmi.se il vento è forte ma la giornata è nuvolosa,non succede mai,e nemmeno in una giornata di sole ma senza vento;sono i due elementi che insieme causano il problema. Che fare? ho provato a cambiare posizione, a ridurre il raggio di azione,ma non si è risolto completamente.Vi sono apparecchi di questo tipo che non reagiscono in modo anomalo alle improvvise variazioni di temperatura? grazie.

Credo che il problema sia generato proprio dall’aria calda proveniente dal terreno e rapidamente spostata dal vento – cosa che non accade in giornate calde ma senza vento o in giornate ventose ma non calde, come da Lei descritto.
I sensori sono installati in campo aperto – nel giardino – e quindi non so se sia possibile risolvere il problema cercando di ‘ombreggiare’ la zona protetta o trovando una soluzione per eliminare il forte riscaldamento del terreno.
Dovrebbe cambiare tecnologia: l’utilizzo di un sensore a microonda o microonda+infrarosso eliminerebbe il problema poiché la microonda è sensibile alla spostamento di oggetti ma non alla variazione di temperatura — anche in caso di abbinamento eventuale con l’infrarosso in logica AND.

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