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Posts Tagged ‘tastiera’

Sicurezza della chiave elettronica

13/05/2012 2 commenti

Buon giorno e compliemnti per il sito.
Avrei due domande, premettendo che non sono un esperto.
Preciso anche che ometto qualsiasi riferimento ad una marca o modello specifico.
Ecco i quesiti:
1) SENSORE MAGNETICO SU PORTA:
da quello che so, risulta un sensore a basso assorbimento di energia elettrica, praticamente non ne consuma.
premetto che la mia centrale mantiene non solo una memoria eventi, ma anche una sua memoria di quante volte sia scattato un sensore, al fine di non farlo scattare più di tot volte, anhe nel caso sia intervenuto un distacco di rete prolungato, che abbia disalimentato compleTamente la centrale fino a consumo batteria, cioè tale da provocare lo spegnimento del sistema…. comunque il sistema registra quante volte sia eventualmente andato in allarme un sensore….
Avrei quindi bisogno di capire questo: secondo lei, se nel frattempo il sistema si è spento, per prolungata disalimentazione, registra comunque eventuali input di un sensore che funziona particamente quasi senza corrente, come il contatto magnetico, oppure no?
Cioè questa registrazione degli allarmi intervenuti su un sensore necessita counque che il sistema  sia comunque alimentato?

2) TENTATIVI DI TROVARE I CODICI DELL’ANTIFURTO: POSSIBILE?
Talora si vede, almeno nella finzione di certi film, come quelli di 007, che esistono apparecchietti, tipo pc, che collegati alla serratura elettronica di un antifurto, provano tutte le combinazioni, fino a trovare quella giusta………
Questi sistemi esistono davvero?
CIoè un potenziale intruso esperto di elettronica, potrebbe con un software applicato ad un pc portatile, collegarsi alla serratura elettronica di un antifurto, e far così trovare il giusto codice di accesso?
Questo per quanto riguarda antifurto non controllati da telecomandi, ma da serratura elettronica.
Stessa domanda per i telecomandi:
esiste veramente una sorta di apparecchio che potrebbe provare tutti i coidci, sino a trovare quello corretto?
Non mi riferisco al fatto di copiare il codice, quando viene attivato il telecomando originale, ma proprio al fatto di provare tutti i possibili codici.

Grazie delle eventuali risposte.
Gianni 

Buongiorno Gianni

  1. Il contatto sulla porta praticamente è un interruttore, un circuito normalmente chiuso che – quando si apre, genera l’allarme sulla linea. In effetti, praticamente, non assorbe niente. Ma se la centrale rimane totalmente senza alimentazione, tutte le funzioni vengono meno, comprese quelle di memorizzazione dell’apertura di una linea.
    Il problema sta nel circuito che memorizza, non nel tipo di sensore (che può consumare di più o di meno o nulla): senza alimentazione la centrale non può lavorare.
  2. In teoria tutto potrebbe esistere, ma la realtà poi è un’altra cosa. Nella finzione cinematografica ad esempio non si tiene conto che – come avrà per esempio visto anche nel banale caso di un codice PIN del bancomat sbagliato o di una password dimenticata, dopo in genere tre tentativi il sistema si blocca e non accetta più codici.
    Ormai tutti i sistemi di allarme adottano questa o una strategia equivalente: tipicamente dopo tre tentativi vanno in ‘falsa chiave’ e non accettano più nemmeno il codice valido (anche per i telecomandi) per un determinato tempo in modo da impedire l’inserimento di codici errati a tentativi molto rapidi.
    Considerando, teoricamente, che dopo tre tentativi il sistema si ferma per un minuto ad esempio, posso inserire (3 codici x 60 minuti x 24 ore) 4320 codici al GIORNO. Ora, per un codice di sei cifre (un milione di combinazioni) diciamo che se è (molto) fortunato forse dopo un centinaio di giorni lo indovina… 😉

Grazie

Chiavi elettroniche per antifurto

11/05/2012 3 commenti

Buongiorno,
Mi è stato proposto l’acquisto di un impianto antifurto comprensivo, tra le altre cose, di un kit di chiavi elettroniche digitali a sfioramento, con 3 chiavi.
La domanda che desidero porre è la seguente: le chiavi in questione sono programmabili? Che garanzia ho che non siano state preventivamente clonate? In caso di furto o smarrimento sono “annullabili” per l’impianto?
Spero di essere stato chiaro.
Grazie mille!
– Emilio

Buongiorno Emilio

Sì, in genere (credo anche la sua) le chiavi elettroniche di prossimità sono programmabili.
Le chiavi escono con un codice di fabbrica seriale univoco che viene associato esclusivamente alla centrale quindi quella chiave sarà abilitata solo per il suo impianto perché il suo codice viene memorizzato. In caso di furto o smarrimento basterà annullare il codice associato alla chiave persa e riprogrammare una nuova chiave (che avrà dunque un codice diverso) e quindi quella smarrita non essendo più associata all’impianto non funzionerà più.

Sulla questione della clonazione diciamo due cose: la prima è che nessuna chiave è assolutamente non-copiabile. Bisogna vedere quanto è difficile copiarla. Le chiavi elettroniche escono programmate di fabbrica con un codice seriale univoco – il costruttore ovviamente non ha alcun interesse a produrre chiavi uguali e meno sicure e questo è già una buona garanzia. Poi, per leggere il codice devo disporre dell’originale e di una sofisticata attrezzatura per fare la copia (ma se ho già l’originale in mano perché dovrei farne una copia?). In fondo, se lei lascia le chiavi di casa in giro posso fare un calco e duplicarle facilmente…

Supponendo che la sua diffidenza sia verso l’installatore, guardi che non c’è bisogno che lui si duplichi la sua chiave: basta che se ne faccia una per sé: immagini di installare una porta nuova e il fabbro le consegna tre chiavi. E se in originale erano quattro e una se l’è tenuta? E se ha fatto preventivamente un calco o una copia?

Quindi, in buona sostanza, se non si fida dell’installatore, lo cambi. Oppure metta una tastiera con i codici (che si modificherà a piacimento dopo l’installazione) anche se la sostanza non cambia: ma ricordi che la centrale memorizza gli eventi quindi, se qualcuno ha disattivato con una chiave o un codice che non è il suo, rimane sempre una traccia… 😉

Ora della tastiera non precisa

09/05/2012 3 commenti

Ciao Mauro,
ho da diversi mesi istallato la mia centrale di antifurto(AMC c24GSM) e noto con amarezza che ogni mesetto devo aggiornare l’orario sulla tastiera in quanto porta una 20ina di minuti di ritardo. è una piccola noia, ma, se possibile, vorrei risolverla.
Cosa può essere?
Il mio sospetto è sull’alimentatore, forse da piu(o meno) energia di quanta ne richiede la centrale? Se non sbaglio c’è un trimmer (si chiama cosi?) da regolare sull’alimentatore…sarà quello?
Grazie
Ciao, Fabio.

Buongiorno Fabio

Mmhh… no, non penso sia un problema di alimentazione. Credo si tratti di un ‘difetto’ del microprocessore che – sperando di non annoiarti troppo con la mia teoria, provo ad illustrarti in modo un po’ semplicistico ma spero chiaro.
Alcuni microprocessori non hanno una funzione ‘orologio’ a bordo ma calcolano l’ora facendo una banale moltiplicazione del clock interno che, avendo una frequenza predefinita, è costante. Il clock serve al microprocessore per scandire le operazioni che deve eseguire ed è un valore di tempo molto piccolo (per molto piccolo intendo dai nanosecondi in giù) ma, proprio per questo motivo, non è il modo migliore per calcolare l’ora perché anche un microscopico errore, moltiplicato per le tantissime volte necessarie per calcolare lo scorrere dei secondi, porta alla lunga ad avere uno scarto, come nel tuo caso, di minuti.
Purtroppo alcuni microprocessori, ideali per l’utilizzo nelle centrali, sia per prestazioni che per rapporto qualità/prezzo, non hanno la funzione orologio in quanto progettati per pilotare circuiti elettronici e non per fare gli orologi e quindi può succedere che l’ora (che per necessità deve essere generata) non sia precisa. Mi rendo conto che sembra paradossale che il microprocessore dell’orologio che trovi nelle patatine o nel dixan sia più preciso di quello di una centrale, ma quel micro è dedicato e fa solo quello e quindi lo fa, diciamo, meglio.

Questa secondo me è la spiegazione più probabile, non l’unica possibile, ma quella che credo abbia più ragione di essere la causa del problema. Trattandosi di un difetto congenito, se così fosse, purtroppo non c’è altra soluzione che regolare l’ora ogni mese.

Attivatori per antifurto: il nostro consiglio

25/12/2011 6 commenti

Per inserire e disinserire il vostro allarme avete bisogno di un dispositivo di attivazione: ce ne sono di diversi tipi, ognuno con i propri pregi e difetti: tastiera, chiave elettronica, transponder e radiocomando. Vediamo quali sono i fattori da valutare per fare una buona scelta e cosa vi consigliamo. Leggi tutto…

Cosa sono (e a cosa servono) i codici di attivazione?

Se avete installato una tastiera(*) per attivare (e disattivare) il Vostro impianto, potete usare dei codici diversi per differenziare sia le persone che le aree alle quali queste possono accedere. Quasi tutte le centrali di allarme oggi offrono come funzione standard la possibilità di avere uno o più codici master, vale a dire codici che possono attivare e disattivare qualunque zona dell’impianto, e codici parziali che permettono di agire selettivamente solo su alcune zone. In un impianto di allarme per la casa in genere questa funzione non viene utilizzata in quanto tutti gli inquilini generalmente inseriscono e disinseriscono l’impianto in modo totale o parziale. Nelle attività commerciali e nelle aziende, invece, spesso è necessario avere codici distinti per differenziare gli accessi o per non fornire a personale esterno (l’impresa di pulizia, ad esempio) gli stessi codici utilizzati dal personale interno.
I vantaggi di avere codici differenziati sono essenzialmente due: primo, potete assegnare un codice diverso per ogni singola persona che è autorizzata ad inserire l’allarme e, secondo, potete associare a questo codice la parte dell’impianto su cui la persona può operare. Il fatto di avere codici diversi Vi permette di sapere sempre – leggendo la memoria storica della centrale – chi ha inserito o disinserito l’allarme e quando lo ha fatto: utilissimo, per esempio, nel caso di negozi od attività commerciali dove ci sono più persone autorizzate all’apertura ed alla chiusura del negozio. Per quanto riguarda, invece, la seconda funzione – la diversificazione delle zone su cui operare – pensate ad un negozio dove tutti i commessi possono aprire e chiudere l’attività ma non accedere ad una particolare stanza (per esempio, la stanza con la cassaforte).

(*) In realtà questa funzione si può ottenere anche con le chiavi elettroniche ed i radiocomandi, ma deve essere programmata dall’installatore in fase di montaggio dell’impianto ed è un po’ meno flessibile se dovete cambiare o aggiornare dei codici di attivazione.

Ritardo d’ingresso, ritardo d’uscita

impianto di allarme con ingresso ritardato

impianto di allarme con ingresso ritardato

I dispositivi di comando – tastiera o chiave elettronica – che servono ad attivare l’impianto antifurto possono essere collocati all’interno (tipicamente, nell’ingresso, vicino alla porta) od all’esterno dell’area protetta. Se installati all’interno, ci saranno dei sensori che proteggeranno l’area dove sono collocati e/o (almeno) un contatto che segnalerà l’apertura della porta d’ingresso. Nel nostro esempio, rappresentato in figura, supponiamo di avere una tastiera (K1) installata vicino alla porta, all’interno dell’appartamento. Per digitare il codice e disattivare l’impianto antifurto dovremo aprire la porta ed avvicinarci alla tastiera, facendo quindi andare in allarme il contatto 1 ed i sensori infrarosso volumetrici A e B che sono installati a protezione dell’ingresso. Per evitare di avere un allarme ogni volta che entriamo in casa (utile per verificare che l’impianto funzioni, ma poco consigliabile per i Vostri vicini) utilizziamo una funzione della centrale chiamata ritardo: con questa funzione, i contatti ed i sensori che sono a protezione dell’ingresso sono programmati per generare prima un pre-allarme e poi un allarme. Il pre-allarme ha la durata di qualche decina di secondi – sufficienti per disattivare l’impianto e poi – se l’impianto non viene disattivato, allo scadere del tempo impostato – si trasforma in  allarme. Durante il pre-allarme le perifieriche di uscita (la sirena esterna e/o il combinatore telefonico) non vengono attivate, ma in alcuni casi si utilizza un cicalino o una sirena interna con suono debole intermittente per segnalare che è comunque in corso una situazione di pre-allarme e che bisogna disattivare l’impianto al più presto. Ovviamente la stessa programmazione è utile anche quando si deve attivare l’impianto per uscire: il ritardo in questo caso agirà al contrario, aspettando il tempo impostato prima di attivare effettivamente l’impianto e permettendo di uscire senza generare un indesiderato allarme.

I dispositivi di comando

30/12/2008 5 commenti

Tastiera
La tastiera è il dispositivo che Vi permette di attivare e disattivare l’impianto (ed eseguire altre funzioni riservate all’utente) digitando un codice. Può essere dotata di un piccolo display che riporta lo stato dell’impianto e generalmente si installa per comodità vicino alla porta di ingresso. Se non siete allergici ai codici (ed i tasti sono sufficientemente grandi e ben illuminati) è sicuramente il dispositivo più comodo e completo. L’unico svantaggio è che, se installato all’interno dell’alloggio – o azienda, o villa – andrebbe abbinato con una segnalazione esterna che indichi lo stato dell’impianto (attivo/disattivo) e funga da deterrente per eventuali malintenzionati in perlustrazione.
Chiave elettronica
La chiave elettronica, a contatto o ad inserimento, attiva e disattiva parzialmente o totalmente l’impianto in modo molto semplice ed immediato. Può essere installata all’interno o all’esterno dell’alloggio ed è particolarmente indicata per situazioni dove il codice da digitare sulla tastiera può rappresentare un problema (ad esempio, nel caso di una persona anziana). La praticità della chiave elettronica è anche il suo punto debole… se perdete (o Vi rubano!) le chiavi di casa, dovete cambiarla.
Radiocomando
Il radiocomando è utilizzato soprattutto negli impianti via radio ed è simile al funzionamento di una chiave elettronica: attiva e disattiva parzialmente o totalmente l’impianto in modo molto semplice ed immediato. Anche in questo caso, lo svantaggio è che andrebbe abbinato con una segnalazione esterna che indichi lo stato dell’impianto (attivo/disattivo) e funga da deterrente ed inoltre, se lo perdete (o Ve lo rubano!), dovete cambiarlo.

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