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Posts Tagged ‘impianto antifurto’

Predisposizione per barriere infrarosso

05/04/2013 1 commento

collegamento serialeSalve Mauro,
vorrei predisporre l’impianto antifurto con delle barriere a infrarossi nelle finestre. Il mio installatore mi ha consigliato di predisporre una scatola (503) sotto ogni finestra come punto di raccordo tra la centrale e i due lati delle finestre. Come avviene il collegamento tra le due barriere e la centrale ? Il cavo classico dell’allarme che parte dalla centrale deve fermarsi nella scatola (503) oppure proseguire ad una delle due barriere ?

Grazie
Saluti

Francesco

Buongiorno Francesco

La predisposizione che le hanno suggerito è corretta: il collegamento avviene da un elemento all’altro delle barriere (tx e rx) e poi un cavo prosegue con alimentazione, tamper e allarme verso la centrale. Quindi la scatola andrà collegata con i  lati delle finestre e internamente potrà fare i collegamenti tra i due elementi.

Alternativamente, potrebbe avere un tubo che collega tx e rx della barriera e il cavo che va in centrale che parte dalla scatola – ma la sostanza non cambia, è solo questione di quale predisposizione le viene più comoda.

 

 

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Cavi elettrici, antifurto e audio

18/02/2013 2 commenti

cavo antifurtoBuongiorno,
Vorrei sapere se posso, l’alternativa e’ una canalina esterna, far passare nello stesso tubo cavi elettrici, cavi per l’allarme e cavi audio per imp stereo? Grazie
Pino

Buongiorno Pino

Sarebbe meglio di no in quanto la corrente indotta dai cavi della rete elettrica potrebbe causare disturbi sia sui segnali dell’impianto antifurto, sia su quelli audio. Se proprio non può farne a meno, la norma prevede che vengano utilizzati cavi con una schermatura di grado superiore (Grado 4, quello blu) oppure, come suggeriva, può utilizzare una canalina esterna – che per i cavi audio mi sembra comunque un’idea migliore.

 

Dichiarazione di conformità impianti antifurto

23/01/2013 3 commenti

dura lex sed lexSalve ho letto diversi post dove si parla di dichiarazione di conformità, ma non ho trovato quello che effettivamente cerco…
So che se un sistema è completamente radio non serve nessuna dichiarazione di conformità, è vero oppure è falso??? Nel caso sia vero, al cliente cosa si deve rilasciare??? Se una centrale prevede invece il collegamento elettrico in centrale, ovviamente la corrente viene presa, o dal quadro elettrico, o da una cassetta ( derivazione, 503, ecc. ecc.) quindi non collegata ad una presa già esistente con la classica spina, in questo caso serve la dichiarazione di conformità??? Cosa va rilasciato al cliente??? Nel caso si passassero cavi di allarme in tubazione elettrica, per collegamenti di accessori antifurto, tipo rilevatori, inseritori, segnalatori, ecc. ecc., in questo caso cosa serve??? Esiste un modello, un esempio, una guida ( magari illustrata) di cosa fare in questi casi??? Stessa cosa per gli impianti tvcc… Spero riesca a darmi tutte le informazioni richieste… Grazie mille in anticipo… Nicola.

Buongiorno Nicola

Proviamo a rispondere in ordine a tutte le sue domande relativamente alla dichiarazione per l’impianto antifurto:

  1. So che se un sistema è completamente radio non serve nessuna dichiarazione di conformità, è vero oppure è falso???
    Vero.
  2. Nel caso sia vero, al cliente cosa si deve rilasciare???
    Nulla (per l’impianto).
  3. Se una centrale prevede invece il collegamento elettrico in centrale, ovviamente la corrente viene presa, o dal quadro elettrico, o da una cassetta ( derivazione, 503, ecc. ecc.) quindi non collegata ad una presa già esistente con la classica spina, in questo caso serve la dichiarazione di conformità???
    Vero.
  4. Cosa va rilasciato al cliente???
    La dichiarazione di conformità.
  5. Nel caso si passassero cavi di allarme in tubazione elettrica, per collegamenti di accessori antifurto, tipo rilevatori, inseritori, segnalatori, ecc. ecc., in questo caso cosa serve???
    Sempre e solo la stessa dichiarazione di conformità.
  6. Esiste un modello, un esempio, una guida ( magari illustrata) di cosa fare in questi casi???
    Ne trova diversi su internet, ad esempio qui.
  7. Stessa cosa per gli impianti tvcc.
    Idem.

 

Disalimentare totalmente impianto di allarme

07/01/2013 7 commenti

alimentazione antifurtoBuongiorno Mauro,
sto controllando il consumo del mio impianto antifurto. Tra centrale, espansore, trasmettitore telefonico, tastiere di programmazione(6), sensori interni di movimento (10), barriere alle finestre (13) ecc. ecc. ho scoperto di consumare 66 watt/ora (misurati) che moltiplicati per 24 ore e per 365 giorni all’anno fanno un bel numero di Kw.Il conteggio è stato eseguito ad allarme disattivato. Ti chiedo se è possibile spegnere completamente l’antifurto quando la casa è abitata senza danneggiare le batterie o l’impianto. Diciamo dalle 8 di mattina alle 20 di sera. L’impianto è un Rokonet serie ProSYS a 6 zone.
Di solito quanto durano le batterie senza alimentazione?
E quale parte dell’impianto è alimentata con batterie (centrale, espansore, tastiere, sirena,…)
Grazie per una risposta
Mauro

Buongiorno Mauro

Diciamo che togliere completamente l’alimentazione in maniera regolare e sistematica ad un impianto di allarme non è proprio un’operazione consigliabile… Onestamente non mi sono mai posto il problema (e credo che come me nessun progettista di prodotti lo abbia fatto) di lasciare la centrale ed il resto dell’impianto totalmente senza alimentazione in quanto, per definizione, un impianto dovrebbe sempre essere acceso (per mantenere vivo il circuito di anti-manomissione).

Detto questo, la prima considerazione che viene spontanea è che le sirene, togliendo il segnale di blocco, si mettono a suonare. Se disalimenti solo l’alimentazione primaria, togliendo corrente, la batteria tiene attivo l’impianto ma – quando rimetti corrente, l’alimentatore ricarica le batterie quindi nel computo del consumo non credo cambi molto.

Per quanto riguarda l’autonomia, in genere si dovrebbe garantire un funzionamento almeno per 48 ore: nel tuo caso, sapendo il consumo, il conto è presto fatto – basta che guardi la capacità della tua batteria e vedrai subito quale autonomia ti garantisce. Considera che le batterie in centrale alimentano tutte le periferiche dell’impianto, mentre quelle delle sirene servono solo per far suonare in caso di allarme.

Ci sono poi altre considerazioni secondarie: i dati di programmazione sono salvati su memorie permanenti, ma alcuni potrebbero non esserlo (tipo: lo storico degli eventi); ora non saprei nello specifico della tua centrale, ma alcune volte si usano memorie meno costose e più capienti che vengono tenute vive da una piccola batteria tipo quella degli orologi o dei computer (sulla cui effettiva durata e affidabilità non metterei la mano sul fuoco…), batterie che vanno bene in un caso estremo ma che non sono fatte per sostenere regolari cicli di scarica come quello da te ipotizzato. Anche l’orologio di sistema ha bisogno di essere costantemente alimentato – un dettaglio, ma comunque significativo per lo storico degli eventi.

La situazione è anomala e queste sono le prime riflessioni a caldo che mi sono venute in mente, ma non escludo che possano esserci altri problemi. Capisco il problema e la tua giustificata preoccupazione, ma non credo che questa possa essere una soluzione percorribile.

 

Batteria sirena e temperature polari

13/12/2012 1 commento

batterie sirena temperature polariSalve,

il mio vecchio impianto antifurto (inizio anni ’90), ha iniziato a far suonare le sirene durante una settimana particolarmente fredda dell’inverno scorso (temperature di -20 in provincia di Milano, in pianura, temperature molto inusuali).

Un installatore di impianti antifurto è venuto a casa nostra, ed ha tolto le batterie alle sirene, in modo che non suonassero più. Siccome questo autunno ci sono entrati i ladri 5 volte, abbiam deciso di realizzare un nuovo impianto antifurto. Sensori nuovi, centrali nuove, ma abbiamo mantenuto una sirena, siccome più rumorosa di quelle moderne. Infatti ora è fuorilegge per le eccessive emissioni rumorose.

L’installatore del nuovo impianto, è lo stesso che ci ha tolto le batterie delle sirene quando queste hanno iniziato a suonare (probabilmente impazzite per il freddo).

Ora mi chiedo se aver mantenuto una vecchia sirena, possa far ripresentare il problema delle sirene impazzite per via del freddo. A dire dell’installatore la cosa è molto improbabile, ma sinceramente ho dei dubbi a riguardo.

– Massimo

Buongiorno Massimo

Direi che in linea di massima sono d’accordo con il suo installatore, nel senso che e’ improbabile.

Il problema sembrerebbe in effetti legato alle batterie che tendono a dare problemi se esposte a temperature particolarmente rigide, soprattutto quando hanno già fatto parecchi cicli di ricarica – alcune volte anche a causa della qualità e delle caratteristiche della batteria stessa.

Improbabile comunque non vuol dire impossibile: se la particolare condizione climatica dovesse ripresentarsi (-20C non e’ una temperatura da tutti i giorni in provincia di Milano…) e la sirena dovesse nuovamente suonare anche con la nuova batteria, allora in effetti sarà necessaria la sostituzione – per altro abbastanza semplice visto che il cablaggio e’ comunque già presente e compatibile con il nuovo sistema. Ma anch’io, personalmente, di fronte alla sua richiesta di mantenere la vecchia sirena avrei fatto la stessa scelta.

 

Antifurto e detrazione fiscale

23/11/2012 3 commenti

Buongiorno volevo fare una valutazione su questi 2 preventivi che mi sono stati posti.

[… omissis…]

Volevo sapere se come costi ci siamo o è un preventivo troppo alto per i materiali che comprende? Inoltre volevo sapere se vi è la possibilità di detrarre l’impianto antifurto dal 730? Se si come bisogna procedere? E si può detrarre solo il costo dei materiali antifurto o tutto l’intervento di messa in funzione?

Grazie

Paolo

Buongiorno Paolo

mi sembra che i due preventivi siano entrambe validi e proporzionati, sia nel costo che nelle prestazioni.
Per quanto riguarda la detrazione, la rimando alla lettura di questo post che contiene tutti i dettagli del caso.
La invito comunque sempre a verificare modalità operative e documenti/dichiarazioni necessarie PRIMA di iniziare i lavori perché la materia fiscale e’ molto volubile e spesso cambia anche, purtroppo, di interpretazione.
cordiali saluti
mauro

Z-wave, wireless ed il futuro dell’antifurto…

22/11/2012 2 commenti

Buongiorno, due domande:
1) mi chiedo se si conoscono esperienze di difficile convivenza (intendo interferenze) per sovraffollamento di protocolli wireless casalinghi; faccio un esempio di caso estremo,… ma non troppo: nella stessa abitazione wifi per internet, telefono cordless, campanello wireless, rete domotica wireless e impianto antifurto wireless.

2) sto valutando un impianto antifurto wireless e mi piacerebbe integrarlo, anche solo parzialmente, a un sistema domotico con protocollo z-wave,… ho cercato sul web, ma con scarso successo forse perchè in Italia è ancora qualcosa di poco conosciuto. Una centrale domotica potrebbe da sola con le opportune periferiche fare da impianto antifurto, ma ritengo che una centrale dedicata a questo mestiere sia meglio, se però la posso integrare alla rete domotica si apre uno scenario gestionale estremamente flessibile; suggerimenti?
Grazie
– Enea

Buongiorno Enea

  1. In teoria non dovrebbero esserci – o comunque settando canali diversi anche nel caso di utilizzo delle medesime frequenze si dovrebbero poter evitare, interferenze. Tuttavia in alcuni casi il problema si presenta, sia per problemi congeniti alla trasmissione radio (riflessione ad esempio), sia sia per la poca selettività di alcuni apparati radio non di altissima qualità’.
    Non dobbiamo dimenticare che ci troviamo in un campo, quello della trasmissione dati via radio, dove le potenze in gioco sono molto basse, le frequenze sono molto congestionate, gli ambienti sono angusti (solette, parti metalliche, etc.) e saturati da altre trasmissioni provenienti dall’esterno.
    L’esperienza in materia ci insegna che in genere queste problematiche si risolvono, più o meno facilmente, ma se il suo dubbio e’ relativo alla possibilità che si presentino fenomeni di interferenza la risposta e’ che, in effetti, la possibilità esiste.
  2. Z-wave non e’ ne’ tra i più conosciuti ne’ sicuramente tra i più adottati nel campo della sicurezza. Come forse avrà letto in altri parti del blog, c’e’ ancora una certa allergia da parte dei costruttori (Italiani e non) ad utilizzare protocolli non proprietari – indice a mio avviso di immaturità del mercato e forte limitazione allo sviluppo ed all’innovazione dello stesso.
    Da un punto di vista tecnico una centrale domotica potrebbe essere anche centrale d’allarme (ci sono in effetti sul mercato prodotti del genere, ma di taglio prettamente industriale). Le limitazioni poste da un lato dalla normativa (la necessita’ ad esempio di segnalare il taglio cavo in tempi molto ridotti – più veloci degli standard di interrogazione dei bus, il controllo di presenza delle periferiche e la loro necessaria auto-protezione dalla rimozione/sostituzione) dall’altro dalla diversa natura di un sistema tecnico da uno di allarme (il primo e’ aperto per definizione, il secondo e’ chiuso), hanno storicamente diviso le strade della domotica e dell’antintrusione soprattutto nella fascia bassa.
    Ora, rispondendo alla sua domanda, se nei sistemi via cavo il problema più  grosso e’ l’assenza di cablaggio strutturato nel civile, nei sistemi radio il polling continuo rappresenta un ostacolo per l’alimentazione delle periferiche: interrogare in maniera costante un sensore significa consumare drammaticamente le batterie (e quindi aumentare i costi), non interrogarlo significa abbandonarlo a se stesso e quindi metterne a repentaglio l’incolumità.  L’integrazione quindi e’ possibile ma a dire il vero più  che di integrazione si parla di somma dei due sistemi, quindi potrebbe passare segnalazioni e stati da uno all’altro, non so con che finalità’ pratica e vantaggio…
    Sono assolutamente d’accordo con lei che la strada sarebbe da percorrere e che aprirebbe scenari interessanti, soprattutto con l’integrazione del web e dei device mobili (smartphone ad esempio), ma per ora la situazione e’ questa.
  3. Suggerimenti…
    Personalmente ritengo che la problematica del cablaggio nel domestico non verrà  superata a breve: per come possiamo osservare l’evoluzione (sarebbe meglio dire l’involuzione) dell’impiantistica nell’edile degli ultimi 20 anni credo che sara’ un ostacolo duro da superare e lento a morire. Nel campo delle batterie invece si sono fatti passi in avanti giganteschi, aumentando le performance e riducendo i costi, quindi forse e’ più’ probabile che una soluzione arrivi dal wireless, soprattutto vista la penetrazione della banda larga e delle reti domestiche. Tuttavia, considerando anche le problematiche legate alla sensoristica, non mi stupirei di vedere soluzioni miste (alimentazione locale e trasmissioni wireless o powerline) che potrebbero agevolmente risolvere i problemi di cui sopra.
    Ho cercato di essere sintetico, il discorso e’, come vede, complesso – ma la prego di non esitare ad inviare i suoi commenti, domande o dubbi a riguardo.
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