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Se non avete trovato su questa pagina, o nel resto della Guida, la risposta che cercavate potete fare una domanda compilando il form qui sotto e cercherò di risponderVi in breve tempo. Tutte le vostre richieste di informazioni, chiarimenti o suggerimenti saranno gradite – a condizione che si tratti di domande in linea con quanto trattato in questo blog e NON inerenti ad un prodotto/costruttore/installatore specifico.







Buongiorno Max
ci sono molte domande nel suo post: provo a rispondere per punti solo per facilità — la prego di segnalarmi se mi sfuggirà qualcosa.
1. “Quando sono in casa accenderei solo la parte filare (sensori infrarossi passivi..) e quando sono fuori casa accenderei anche i perimetrali magnetici wireless.“: se i filari sono i sensori volumetrici che ha messo a protezione delle stanze, deve fare il contrario – accendere il perimetrale (wireless) quando è in casa e il totale (perimetrale + PIR) quando è fuori. Se no ogni volta che si muove avrà un allarme.
2. “In questi sistemi “bidirezionali”, dalla centrale, con comandi radio, io posso decidere la frequenza con cui i sensori mi comunicano il loro stato (ad esempio ogni minuto, ogni due minuti..ogni 6 minuti..etc..).” – Qui credo ci sia da chiarire qualcosa: la trasmissione è legata allo stato di allarme ed è immediata. Forse lei si riferisce allo stato in vita, ovvero alla trasmissione che il sensore (mono-direzionale) effettua per comunicare alla centrale che va tutto bene, ma che avviene con frequenza molto più bassa. Inoltre il bi-direzionale non ha bisogno di questa funzione: la centrale può fare un check sui sensori quando ritiene opportuno (basta che li interroghi, hanno RX a bordo). Inoltre, ma lei è un esperto di radio quindi lo saprà meglio di me, i bi-direzionali consumano di più perché invece di avere la sola trasmissione impulsata quando necessario hanno un RX, ovviamente, sempre acceso.
3. “In questo modo limito le emissioni di onde radio.” Sì, ma di nuovo stiamo parlando di una trasmissione di un codice, non di una portante sempre presente. E’ veramente irrelevante questa trasmissione (che dura forse un secondo) in termini di emissioni — emette di più il suo microonde quando scalda per 30 secondi un bicchiere di latte…
4. Non credo che esistano sistemi che spengano il TX, ma il motivo forse è legato al fatto che i sensori trasmettono anche la manomissione. Se spengo il TX ad impianto disattivo posso aprire il sensore e manometterlo senza che la centrale abbia modo di saperlo. Probabilmente ci sono sistemi che inibiscono l’invio dell’allarme a centrale non attiva, ma nella pratica non fa una grande differenza a livello di consumo se parliamo di contatti per la finestra, ad esempio. A meno che lei apra e chiuda la finestra in continuazione quando è in casa (improbabile ma possibile), il numero di trasmissioni è limitato e non incide drammaticamente sulla vita della batteria — sicuramente non quanto lo faccia l’assorbimento dell’RX sempre acceso.
5. “La mia domanda è: esistono in commercio sistemi di allarme basati su sensori wireless bidirezionali e che al contempo prevedano il controllo di sensori filari direttamente connessi alla centrale?!” Beh, se ha trovato il bi-direzionale che la soddisfa, può interfacciarlo con un filare tradizionale senza grossi problemi. La centrale filare alimenta e gestisce i sensori, gli attivatori, la sirena e tutti i device via filo che desidera e dall’uscita d’allarme della centrale wireless porta la segnalazione in uscita verso quella via filo. Ci sono sistemi seriali/bus che hanno anche contatti wireless, magari anche bidirezionali, (nel qual caso può fare tutto con una centrale sola) ma questi sistemi li trova solo dai distributori specializzati di sicurezza.
Mauro. In primis un enorme grazie per la risposta dettagliata e competente che mi hai dato.
A seguire alcuni chiarimenti su quanto ho scritto in precedenza. Per comodità riferirò ai punti che tu hai numerato.
1. Premesso che quanto penso ad un sistema di allarme penso ad un sistema che per mezzo della sirena intimorisca il maleintenzionato che vuole entrare in casa mia, e al contempo, se sono in casa mi avvisi che c’è una infrazione in corso.
Non penso al sistema di allarme come ad un sistema che mi protegge, ma solo come ad un sistema di avviso (per me) e che agisca da spaventa-passeri nei confronti del maleintenzionato. In questa visione, quando NON sono in casa cercherei di “fare suonare” l’allarme il prima possibile (per ridurre al minimo i danni da infrazione) attivando i sensori perimetrali (wireless) e, in modo ridodondante, anche i sensori passivi ad infrarossi (ove è possibile,un pò di ridondanza non guasta mai..). Quando SONO in casa invece, accenderei l’allarme (sensori filari ad infrarossi passivi) solo di notte (perchè è quando dormo che vorrei essere avvisato). Durante la giornata, quando sono in casa c’è un gran via vai e non sarebbe possibile attivare alcun sistema di allarme.
In più, la zona notte è al primo piano; proteggerei tutta la casa con dei sensori infrarossi passivi collocati in tutte le stanze (scale e corridoi compresi), esclusi la mia camera da letto e un bagno del primo piano. La mia stanza da letto e il bagno sono difficilemente accessibili dall’esterno per come sono collocate e sono disposte in modo tale che sarebbe molto semplice lasciare libera dagli occhi dei sensori infrarossi passivi il varco che fa comunicare la mia stanza da letto con il bagno. In breve di notte tutta la casa sarebb protetta da sensori infrarossi passivi, escluso la mia stanza ed un bagno (ad esaa adiacente), le quali sono raggiungibili dall’esterno solo per mezzo di una lunga scala (>4m di lunghezza).
2. Si mi riferisco allo stato di vita. Ma per quanto ne so, i sensori mandano un pacchetto di dati unico che contiente informazioni sullo stato di vita del sensore e sullo stato (aperto o chiuso) del contatto magnetico. Tale informazione viene trasmessa dal sensore ad intervalli stabiliti durante il normale funzionamento del sistema (sia che l’impianto sia attivato che non sia attivato) ed in corrispondenza del cambiamento di stato del contatto magnetico (apro o chiudo la finestra/porta), sempre, sia in caso di allarme attivato che non attivato.
L’informazione è sempre la stessa Stato di vita + Stato del contatto megnetico. La differenza la fa la centrale. Se l’allarme è attivato suona la sisena a fronte di un cambiamento di stato sia che sia sullo stato di vita del sensore che sullo stato di apertura o chiusura del contatto. Se l’allarme non è attivato, la centrale semplicemente memorizza l’informaizione e aspetta la prossima trasmisisone. Il fatto che i produttori dicano che la centrale fa l’appello è un vezzo tecnico per dire la centrale al momento dell’ingaggio del sistema ti avvisa e ti dice “come sta il sensore” vivo,morto aperto o chiuso, ma non viene fatto un appello vero e proprio, nemmeno nei sistemi bi-direzionali (almeno in quelli che ho trovato io è così). Io infatti sto cercando proprio quelli con la centrale che che interroga i sensori solo quando decide lei e che mette i silenzio i sensori quando non sono utilizzati.
Approfondirò la cosa, ma l’idea che mi sono fatto è che sia proprio la normativa sui sistemi di allarme wireless che impone che il sensore parli sempre e comunque, sebbene nei sistemi bi-direzionali si possa decide l’intervallo di tempo tra una trasmissione e l’altra; non possono però essere spenti.
Riguardo il risparmio della batteria, oggi (da diversi anni) esistono ricevitori che consumano veramente poco in stand-by (ovvero mentre aspettano di ricevere un segnale). Considera che con due batterie stilo AA realizzi 3V a 2000mAh, e si può fare un ricevitore che rimane in ascolto (stand-by) per 20anni in via teorica, e questo con un ricevitore molto economico. Nella realtà bisogna considerare che quello che esaurisce la batteria in un ricevitore non è lo stare in stand-by ma il suo funzionamento quando riconosce un dato come qualcosa di famigliare; in questo caso per un breve lasso di tempo si accendono la logica e tutto il resto ed è li il consumo di corrente, sebbene rimanga basso diventa diverse centinaia/ qualche miliaio di volte più alto rispetto al comumo del ricevitore in stanb-by. Questo vuol dire che il concumo di batteria di un ricevitore alla fine non dipende dallo stare in stanb-by ma dal numero di volte che lo interroghi e che risvegli la sua logica.
La trasmissione di un dato richiede ancora più corrente (circa il doppio). Per questo se abbassi la frequenza con cui il trasmettitore ti comunica il suo stato, risparmi molta energia allungando il tempo di durata delle batterie.
3. La frequenza con cui i sensori inviano le loro informazioni di stato è relativamente bassa ma non è nulla. Hai ragione la potenza emessa è poca, ma la costanza del segnale ti accompagna per tutta la vita. e quanificare se sia più o meno salubre è fuori dalla mia conoscenza (anche se al riguardo..avrei diverse riflesisoni da fare..). Non posso trascurare l’inquinmento elettromagnetico che viene dall’esterno (dal quale sono solo parzialmente, e purtroppo, debolmente protetto dei muri) ma certamente se in casa mia, minimizzo le emisisoni radio, mi metto dalla parte dei bottoni (almeno con la coscenza).
4.5. Se non troverò sistemi che spengono il trasmettitore dei sensori wireless quando non sono utilizzati mi sa propio, aimè che cablerò anche le finestre e le porte.
Un enorme grazie per la risposta.
Cordialmente, Max.
Buongiorno Max e grazie per le tue precisazioni.
1. Concordo assolutamente su quello che dici a riguardo di un sistema di allarme casa: la funzione principale dell’antifurto è quella di avvisare in modo preventivo ed il più tempestivamente possibile di un tentativo di intrusione nell’area protetta. Quanto preventivamente e quanto tempestivamente poi deve essere deciso in base alla configurazione delle aree medesime ed al tipo di protezione richiesta.
2. Quello che dici sul funzionamento dello stato in vita è in generale vero per la maggior parte dei sistemi wireless, anche se non per tutti. Considera anche che lo stato in vita è una trasmissione che viene in genere effettuata quando, entro l’arco di tempo programmato, non è pervenuta alcuna altra informazione dal TX. Se il contatto trasmette un’apertura, quella automaticamente è indice che il sensore è presente — e quindi il timer dello stato in vita viene resettato.
3. Certo, la frequenza è bassa (non nulla), la potenza è altrettanto bassa ma anche la durata della trasmissione è molto bassa (e di conseguenza non è per nulla costante nel tempo). Se parliamo di contatti per porte e finestre poi, siamo al limite del prefisso telefonico – 0,xxx%. Potrei capire in teoria una tua preoccupazione sui sensori volumetrici: magari nei hai uno installato davanti alla scrivania in ufficio e ci passi davanti cento volte al giorno, ma negli allarmi casa in genere l’ordine di grandezza della trasmissione dello stato in vita sono le ore, non i minuti – 24 TX + 6 aperture (tante!), considerando che sei in casa solo la sera equivale a una manciata di secondi al giorno. Su questo direi che puoi stare tranquillo – almeno, io lo sono al 100%.
Grazie ancora per la piacevole discussione,
A presto
-m
Buongiorno Mauro,
grazie ancora per la chiarezza delle tue riposte/commenti.
Ho qualche domande:
Punto 2. E’ una osservazione che cambia il mio punto di vista..purtroppo il dettaglio delle informazioni che mi stai dando, ovvero il modo preciso con cui i diversi sistemi comunicano, spesso non è chiaro o addirittura non è nemmeno descritto in dettaglio nel manuale, o ancora per avere quelle informazioni devi leggerti l’intero manuale deivari sistemi di allarme per poi accorgerti magari che l’informazion che cerchi non c’è nemmeno.
Tu hai qualche suggerimento da darmi?!..Scegliere un sistema anche in base al tipo di comunicaizone che i sensori usano con la centrale potrebbe aiutarmi..ma a dire il vero vedo poco praticabile la strada di leggermi in dettaglio tutte le istruzioni dei diversi sitemi e valutarli uno a uno. Spesso quel tipo di dettaglio sono disponibili solo in manuali per l’nstallatore, al quale non ho nemmeno accesso.Cosa posso fare?!
punto 3 hai scritto: “Se parliamo di contatti per porte e finestre poi, siamo al limite del prefisso telefonico – 0,xxx%”..la domanda è: % di cosa?!..Riagurado la tua osservaizone sui tempi..devo dire che effettivamente la cosa sta in piedi..se scelgo il sistema giusto e in questo modo torno al punto 2.
Potreui affidarmi ad un profesisonista..ma..Molto rispettosamente nei confronti degli installatori di allarme mi permetto di dire che è difficlle trovare gente compentente, che sa quello che fa e quello che dice..spesso l’approcio dell’installatore è “io monto questo e questo è il migliore”..e se fai domande dettagliate o ti prendono per un alieno o ti danno una risposta palesemente inventata..senza pensare che davanti hanno uno che capisce benissimo quello che dicono. In questo modo certo non mi invogliano ad affidarmi ala profesisonalità appunto..di un professionista.
Poichè ho letto benissimo le condizioni sopra riportate per scrivere nel forum, non ti farò domande specifiche su installatori o sitemi in particolare, anche se alla fine..a valle dei chiarimenti che mihai dato..è proprio li che convergerei.:))))..
Grazie per la consulenza.
BuonaGiornata, Max.
Buongiorno Massimo
(2.) Io, in tutta sincerità, il problema del bi-direzionale non lo vedo – o, perlomeno, non mi sembra un fattore così determinante per la scelta del tuo impianto. La scelta dell’impianto ‘misto’ (via radio + via cavo) è già un’ottima scelta, come ho avuto modo di esprimere in passato in questo post : http://antintrusione.wordpress.com/2010/01/04/antifurto-via-radio-o-via-cavo-2a-parte/
Hai assicurato bene l’interno con una protezione volumetrica e con i contatti hai rinforzato il perimetro cercando di prevenire l’intrusione: due livelli di sicurezza (esterno + interno), diverse tecnologie, massima copertura. Non sei, credo, in una situazione di alto rischio e quindi tutto sommato a livello di sistema mi riterrei soddisfatto.
Per quanto riguarda la scelta del prodotto/installatore non posso che sottolineare il concetto che la scelta del prodotto da parte di un installatore è indice della sua professionalità: quindi valuta nei preventivi che andrai a chiedere (o che hai già chiesto) quale marchio ti viene proposto e verifica (sulla documentazione commerciale o su internet) se è omologato, se ha il marchio IMQ, se l’azienda costruttrice è seria e se è presente sul mercato da molti anni. Poi, se in privato avrai bisogno di un secondo parere, sarò ben lieto di aiutarti nella scelta.
(3.) Mi riferivo all’esposizione nel tempo: 30 secondi (e siamo molto, ma MOLTO, in eccesso) su 86400 secondi al giorno significa circa un tempo di esposizione dello 0,0000035% – non considerando che a) non sei esposto per 24 ore al giorno b) l’intensità del campo si riduce per il quadrato della distanza tra te e la sorgente e c) tu non sei un’antenna accordata su quelle frequenze. Il punto c) sembra banale ma, siccome sei un esperto di radio, sai benissimo quanto sia invece ESTREMAMENTE pericoloso in termini di emissioni, ad esempio, un auricolare bluetooth, tipo quello del viva-voce dei telefoni, tenuto da alcuni attaccato all’orecchio (massima intensità del campo) per ore (ore, non secondi, elevata esposizione nel tempo) ai 2,4GHz, frequenza di risonanza dell’acqua (60-70% del corpo umano è acqua e, in quel caso, ecco che diventi una ‘antenna accordata’). Tra l’altro, a dirla tutta, oltre al Bluetooth, anche i wi-fi e i telefoni cordless 802.11b e 802.11g, WiMAX e HiperLAN usano i 2,4 GHz, ma non voglio entrare nel merito di una discussione che non mi compete e che è al vaglio di esperti molto più qualificati di me. Quindi, ribadisco, sui sistemi antifurto via radio puoi stare tranquillo.
Grazie e a presto,
- m.