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Antifurto via radio mono-frequenza e qualità

Gentile Mauro,

ho visto che hai già trattato questo argomento sul tuo blog ma non ho trovato risposta ai miei dubbi… ne approfitto allora per chiedere un consiglio e una opinione più precisi.

Recentemente sono venuto in possesso di un sistema di allarme ***  e mi sono cimentato nel testare il cosiddetto antijamming o antiaccecamento che dir si voglia. Con un comunissimo trasmettitore da radioamatore a 433/434Mhz sono riuscito agevolmente ad accecate i sensori, nel senso che ho tenuto occupata la banda radio e i segnali inviati dai sensori non venivano ricevuti dalla centrale. Risultato: se un ladro avesse adottato questa tecnica, sarebbe potuto entrare in casa senza problemi.

Ho allora chiesto spiegazioni al venditore che mi ha risposto che il loro sistema antijamming si attiva solo se l’interferenza dura per piu’ di 30 secondi e solo se l’interferenza è di una data natura. In sintesi, a mio avviso, è un sistema praticamente inutile. Ho provveduto a restituire il prodotto e sono stato rimborsato.

Allora mi sono documentato su internet e mi è stato consigliato un sistema a banda stretta FM con frequency hopping supervisionato, sempre a 433Mhz. L’ho comprato e messo in opera ma anche questo impianto, che ho pagato circa 3 volte quello precedente, si è rilevato vulnerabile sia in termini di mancata comunicazione radio sensori-centralina che di mancato avviso della presenza dell’interferenza (almeno considerando un tempo sufficiente per entrare in casa e sfasciare la centralina…). Anche qui ho provveduto a restituire il prodotto e sono stato rimborsato (un grazie a chi ha inventato il diritto di recesso🙂 ).

Scoraggiato da queste prove, ho infine provato un sistema a doppia frequenza ovvero 434+868Mhz dotato di antijamming. Per fare una prova decente mi sono procurato  anche un secondo trasmettitore da radioamatore settato sugli 868Mhz. Risultato: se oscuro una frequenza, l’altra funziona. E se la centralina si accorge che c’è un’oscuramento contemporaneo di entrambe le frequenze, il sistema si attiva e va in allarme: grande! La cosa buona di questo metodo (che ormai ho montato da circa due mesi) è che non ho mai avuto falsi allarmi dovuti a questa funzione.

Allora io mi chiedo: esistono sistemi monofrequenza che abbiano un sistema di comunicazione decente?

Ed infine una curiosità: la frequenza 2.4Ghz che ha molti piu’ canali dei 433Mhz non può essere usata per i sistemi di allarme?

Grazie infinite!
Sergio

Buongiorno Sergio

grazie per questo interessantissimo post e per aver condiviso la tua esperienza – che sarà sicuramente molto utile anche agli altri lettori.

Sì, esistono dei mono-frequenza validi ma purtroppo sono difficili da distinguere commercialmente dagli altri in quanto il mercato è stato inondato da prodotti (soprattutto di importazione) a basso costo – i cosiddetti entry-level, che però hanno generato più confusione nell’utente che vero vantaggio economico.
L’assenza di una chiara normativa di qualità a riguardo ha ulteriormente reso la situazione più complessa per l’utente finale, soprattutto per chi non ha la capacità tecnica ed analitica che hai dimostrato verificando l’effettiva efficienza del sistema radio acquistato. E, a dirla tutta, aggiungiamo anche il problema della doppia finta frequenza, vale a dire di quei sistemi che utilizzano un doppio canale sulla stessa frequenza, facilmente oscurabile da una sola portante radio.

Non vogliamo entrare nel merito della (solita) polemica della metodologia del test che hai utilizzato – non hai tenuto conto del tempo dello scasso, sapevi il posizionamento e la configurazione del sistema, etc. etc. – ma è fuori di dubbio che il problema evidenziato è quanto mai reale: si tratta di sistemi che offrono un basso livello di sicurezza. In alcuni casi, basso vuol comunque dire sufficiente o, come usa dire, piuttosto che niente, meglio piuttosto.

Per quanto riguarda la frequenza 2.4GHz, in teoria è possibile ma ci sono delle considerazioni sia tecniche che commerciali che hanno (fino ad ora) limitato l’utilizzo di questa banda nella sicurezza. Ho provato brevemente ad illustrarle in questo post.

Grazie ancora per il tuo contributo.

  1. 01/10/2012 alle 9:43 pm

    Buongiorno Fabio
    Credo che la funzione di supervisione si riferisca al controllo dello stato in vita del sensore, vale a dire al controllo che la centrale esegue per verificare ciclicamente che i sensori siano presenti. In pratica, la centrale richiede che in un determinato intervallo di tempo un sensore invii un segnale (qualunque) in modo da validarne la presenza ed il regolare funzionamento. Se nell’intervallo predeterminato il sensore non ha niente da comunicare, verrà inviato un segnale di stato in vita – giusto per dire che va tutto bene. Nel caso in cui questo non avvenisse, la centrale segnala il problema (probabilmente il sensore è isolato, ha la batteria scarica o è stato rimosso/manomesso).
    La funzione di auto-esclusione dell’ingresso in teoria non dovrebbe essere attivata, se non in casi particolari (la norma prevede che se le linee non sono chiuse la centrale non si attivi – o comunque che si segnali la presenza di un ingresso aperto). Dovrebbe (dovrebbe) essere escludibile, quindi se non la vuoi dovresti poter essere in grado di impostare che la centrale ti avvisi se hai una finestra aperta.
    Per il trasmettitore credo che Sergio lo abbia acquistato su internet – se ne trovano di tutti i tipi e di tutti i prezzi.

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