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Eludere i sensori infrarosso passivo

Riceviamo da un lettore:

Ho sentito dire che ladri un po’ più addestrati dello standard medio, sarebbero facilmente in grado di eludere la maggior parte dei sensori all’infrarosso passivo che si utilizzano per proteggere case,negozi,uffici ecc. Sarebbe sufficiente coprirsi da capo a piedi con un indumento isolante, tipo termocoperta o altro,magari conservati un attimo prima a temperatura più bassa di quella dell’ambiente, e il gioco sarebbe fatto;il sensore non rileva più la variazione termica e se il malfattore si muove lentamente davanti ad esso può arrivargli cosi vicino da coprirlo definitivamente. Come proteggersi allora?meglio scegliere i sensori cosiddetti a doppia tecnologia e con particolari accorgimenti antimascheramento?

La ringrazio per questa domanda molto simpatica e che ci dà modo di fare qualche riflessione sulla cultura della sicurezza.
In generale, sono abbastanza convinto che qualunque sistema o tecnologia di protezione possa essere eluso: in fondo, se non ci fosse stata l’eterna rincorsa dei ladri alla ricerca di un modo per superare i sistemi di allarme saremmo ancora fermi al cordino legato al campanello…
Nella sicurezza antintrusione, come in quella informatica ad esempio, le tecnologie utilizzate devono essere costantemente migliorate sia per elevare le prestazioni che per abbattere i costi e quindi renderle più accessibili a tutti. Non esiste il sensore insuperabile, infallibile, perfetto. Esistono sistemi, intesi come insiemi di tecnologie diverse e di protezioni speciali, che rendono particolarmente difficile accedere ad un’area protetta senza far scattare l’allarme. L’accento qui è sull’espressione ‘particolarmente difficile’: il discorso è lungo e complesso e mi ripropongo di approfondirlo in altri post in futuro ma, nella sintesi, ogni tecnologia ha un suo punto debole e la soluzione è quella di rendere il sistema il più variegato e completo possibile in modo da ‘cancellare’ queste debolezze.
Per tornare alla sua domanda, il sensore infrarosso passivo è un sensore con un ottimo rapporto qualità/prezzo ed un’alta immunità ai falsi allarmi: queste caratteristiche lo hanno reso particolarmente commerciale ed hanno fatto del PIR l’indiscusso protagonista dei sistemi antifurto domestici. Indubbiamente, non è la tecnologia di rilevazione più elevata: anche se l’operazione da lei descritta non è così facile da realizzare (ricordiamoci sempre che basta un piccolo errore e scatta l’allarme!), in linea teorica riuscendo a mascherare il delta termico generato tra il ladro e l’ambiente, il sensore non scatta. Ma ecco che qui rientra in gioco l’analisi del rischio di cui abbiamo spesso parlato: quante sono le probabilità che “ladri un po’ più addestrati dello standard medio” vengano a svaligiare la sua casa? Se è bassa, il PIR la protegge in modo adeguato; se è alta, ha sbagliato a scegliere i sensori per il suo allarme…
Sempre per dovere di sintesi, la rimando alla lettura di questa pagina dove si parla delle diverse tecnologie con pregi e difetti. In breve, però, i sensori doppia tecnologia sono più sicuri se utilizzati in logica OR mentre l’anti-mascheramento non risolve il problema se non parzialmente.
Grazie ancora per il suo interessante quesito e ci faccia sapere se desidera approfondire qualche parte di quanto sopra.

  1. Giuliano
    09/02/2016 alle 2:45 am

    (((Ciao, mi sai dire come capire se un sensore magnetico wireless ha o no la protezione contro il sabotaggio con dei grossi magneti? )))
    Credo di capire che temi qualcuno possa avvicinare un grosso magnete alla finestra o altro in prossimità del contatto magnetico e sapere se il contatto è eludibile dal forte campo magnetico , e chiedi nello specifico per il tipo Wireless.
    Un sensore magnetico sia Wireless che a fili si comporta nello stesso modo in presenza di un campo magnetico di disturbo , tra i due non vi è differenza in quanto quello a filo è composto da una ampolla reed e una magnete , quello Wireless è ugualmente composto dalla stessa ampolla reed e magnete con la differenza che all’ampolla reed invece del filo che va alla centrale c’è un trasmettitore radio , ma l’elemento disturbato in entrambi i casi è la sola ampolla reed che è uguale.
    Non credo ci sia una specifica per riconoscere questo tipo di protezione ai magneti , sinceramente non ho mai letto questo problema nelle specifiche tecniche dei cataloghi ma domani faccio alcune prove su contatti in laboratorio e ti risponderò più dettagliatamente.

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