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La doppia frequenza dei sistemi senza fili

Ricevo da un lettore questa domanda:

Salve
volevo porle la seguente domanda: sto scegliendo un impianto antifurto per casa mia. Mi hanno consigliato caldamente di optare per una centralina che funzioni a doppia frequenza. Secondo la sua esperienza c’è un sostanziale vantaggio che giustifichi il maggior prezzo?

La doppia frequenza serve a prevenire un tentativo di ‘jamming’, vale a dire di oscuramento della frequenza radio a mezzo di una portante più forte che impedisce la ricezione da parte della centrale. Banalmente, è come se il sensore per comunicare l’allarme parlasse con voce normale e qualcuno vicino alla centrale mettesse una musica a tutto volume, impedendo alla centrale di sentire altre voci.
Le considerazioni da fare sono due: intanto la solita analisi del rischio (è potenzialmente soggetto a furti da parte di ladri tecnologicamente preparati a fare un’operazione del genere? ha valori preziosi da proteggere?); secondo: le due frequenze sono sufficientemente distanti tra loro? Spesso vengono proposti sistemi con due frequenze molto vicine – che si oscurano facilmente con una sola portante generata da una singola apparecchiatura, e quindi non sono molto utili…
Una buona centrale via radio, posizionata in modo da essere difficilmente oscurabile, deve fare il suo dovere anche se ha una sola frequenza.
Nella sintesi, alla Sua domanda ‘Secondo la sua esperienza c’è un sostanziale vantaggio che giustifichi il maggior prezzo?’ la mia personalissima risposta, con le riserve di cui sopra, è: no.

  1. Tonino
    08/02/2010 alle 6:59 pm

    salve , vorrei sapere se le onde emesse dalla centralina e dai sensori sono dannose per le salute.

    • 09/02/2010 alle 7:16 pm

      Buongiorno Tonino
      Premesso che non sono un medico, direi proprio di no.
      Innanzitutto i sistemi senza filo operano su frequenze radio e con modalità di trasmissione approvate dall’ETSI e vagliate dai maggiori organi competenti in materia di salute pubblica. Inoltre la trasmissione radio non è continua, quindi l’esposizione è minima e molto ridotta nel tempo: un sensore invia un pacchetto dati solo quando rileva un allarme (o un passaggio se l’impianto è disattivo). La potenza è molto bassa (siamo nel campo dei cosiddetti LPD, LOW POWER DEVICES, ovvero apparati di bassa potenza o SRD Short Range Devices, apparati a breve raggio — e quindi parliamo di potenza massima di 10 milliwatt) ed il tempo di trasmissione è brevissimo. Nella maggior parte dei casi (impianti monodirezionali) la centrale non trasmette proprio in quanto non comunica con i sensori ma solo con gli avvisatori di allarme (la sirena) e tutto il lavoro che svolge è in ricezione. Per quanto mi risulta, non esiste nessun caso di esposizione dannosa non solo per i sistemi di allarme, ma per l’intera categoria degli LPD/SRD.
      Quindi, per fare un esempio, sia in termini di esposizione che di potenza non siamo neanche lontanamente vicini ad un campo come quello di un wi-fi o dei trasmettitori per telefoni cellulari.

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  1. 03/02/2010 alle 12:30 am

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