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Articoli taggati ‘installazione’

Sensori tripla tecnologia all’esterno poco sensibili

23/03/2012 3 commenti

Salve, ho da poco installato un sistema d’allarme con pir doppia tecnologia all’interno e sensori tripla tecnologia all’esterno sui balconi. Ho un problema con i sensori ext.
Ho notato che posizionandomi all’estremità del balcone e avvicinandomi a piccoli passi verso la finestra i sensori ext a tripla tecnologia  rilevano solo il movimento e non il calore e quindi non vanno in allarme essendo tarati in modalità and.
Camminando normalmente i sensori invece vanno in allarme.
Mi chiedo: io che non sono un ladro con una semplice prova sono riuscito ad eluderli cosa può impedire ad un professionista di eluderli?
Com’è possibile che anche se sto fermo davanti al sensore non rilevi il calore?
I sensori sono installati in vicinanza delle finestre.
Che consigli può darmi?
Mi converrebbe sostituirli con dei sensori a tenda per le finestre? Anche con questi non è  che con un attraversamento molto lento o molto veloce si possono eludere?
Grazie.

Buongiorno
Si potrebbero fare innumerevoli considerazioni su questo argomento, ma credo che – per essere concreti e cercare di dare una risposta al suo problema – la più importante è che forse dovrebbe far controllare la taratura dei suoi sensori.
Il fatto che l’infrarosso non rilevi adeguatamente il movimento deriva probabilmente da una  tendenza precauzionale a ridurre leggermente la sensibilità dei sensori all’esterno per evitare i falsi allarmi: chiaramente, però, se questa riduzione va a scapito della sicurezza è necessario riconsiderarla ed eliminare il problema.
Precisiamo anche che è abbastanza normale che il sensore non vada in allarme se lei è fermo: qualunque sensore di movimento si ‘stabilizza’ in quella situazione e non genera allarme – in effetti si chiamano ‘di movimento’ non per nulla… – ma questo non ne diminuisce la capacità di proteggere un volume in alcun modo.
Inoltre: come ha effettuato la prova? Forse guardando i led colorati a bordo sensore? Se così, sarebbe opportuno spegnerli perché forniscono solo un’informazione utile ai ladri (i led servono durante l’installazione proprio per verificare la corretta taratura, ma poi andrebbero disabilitati – soprattutto se i sensori sono installati all’esterno).
A questo potremmo aggiungere che i volumi di protezione dei sensori da esterno che utilizzano doppie o triple tecnologie sono in genere diversi e che è importante che proteggano bene il varco, quindi può essere che rilevino in spazi diversi; si pensi ad esempio ad una microonda abbinata ad un infrarosso con lente a tenda: la microonda ha un angolo più grande e quindi rileva prima, mentre l’infrarosso interviene (convalidando l’allarme in AND) solo quando si è molto vicini al perimetro.
Quindi, in buona sostanza, faccia controllare bene la taratura e l’installazione del sensore e vedrà che non ci saranno più problemi.
Grazie.

Protezione perimetrale solo con telecamere allarmate

03/03/2012 3 commenti

Gentilissimo sig. Mauro,

La mia è una grande casa isolata su due piani, con giardino e recinzione facilmente valicabili da almeno due lati. Ha 8 fra porte e porte finestre su portico e balconi, e circa 20 finestre, quasi tutte con tapparelle. Ho chiesto offerte per installazione di un sistema antifurto globale. Per ora ne ho ricevute due. Una è completamente basata su un sistema wireless con input da rilevatori infrarossi, rilevatori PIR per esterno a doppio fascio, doppi rilevatori effetto tenda con antimascheramento digitale, contatti antiurto/apertura più una quindicina di sensori apertura tapparelle. La seconda offerta invece è interamente basata su otto telecamere esterne. L’installatore, che una lunga esperienza personale, sostiene che esistono apparecchietti che consentono a ladri appena un po’ esperti di localizzare e neutralizzare i sensori delle tapparelle e si fida solo delle telecamere. Cosa mi consiglia?
Grazie e cordiali saluti.

Tito

Buongiorno Tito

come forse avrà potuto leggere in altri parti di questo blog, spesso anche io sono dell’opinione di affidare la scelta della tecnologia all’installatore che, lavorando con i prodotti quotidianamente, meglio sa quali possono essere più adatti per il suo specifico impianto.
Le telecamere allarmate con motion detection (rilevazione di movimento) hanno ormai raggiunto livelli prestazionali molto elevati ed in parecchie situazioni sono ottimali. Probabilmente, visto che, come lei dice, l’installatore ha una lunga esperienza personale, potrebbero esserlo anche nel suo caso.
Quello su cui non sono particolarmente d’accordo è il fidarsi ‘solo‘ delle telecamere. Mi spiego meglio: la sua casa è grande e con parecchi accessi da controllare. Affidare la sicurezza ad una sola linea difensiva perimetrale (telecamere o barriere che siano), per tanto forte che sia, secondo me è pericoloso. Se per un qualunque motivo la linea dovesse essere superata, lei rimane senza difese. E questo, per un buon impianto di sicurezza, non va mai bene.
Anche quando si decide, giustamente, di scegliere una protezione forte sul perimetro, il mio consiglio è di abbinare sempre una protezione volumetrica all’interno — magari non totale e con sensori ‘a trappola’ in punti strategici di passaggio. Non dobbiamo avere la presunzione che il nostro perimetrale sia assolutamente inviolabile al 100% ed è buona prassi prevedere che, nell’ipotetico, improbabile ma non impossibile caso in cui il sistema venga eluso, comunque ci sia ancora qualcosa che possa far scattare l’allarme.
Ecco il motivo per cui consigliamo sempre di abbinare un paio di sensori via cavo ai sistemi wireless, un combinatore telefonico ad una sirena da esterno o un volumetrico ai contatti sulle finestre/tapparelle.
L’impianto del primo preventivo, ad esempio, è più completo: infrarossi volumetrici, sensori da esterno, contatti, roller tapparella — da un punto di vista strettamente ‘sistemistico’ è senza dubbio da preferire. A quello, come dicevo, aggiungerei solo qualche sensore filare in posti dove non ci sono problemi a cablare.
Anche quello con le telecamere è un buon preventivo e va benissimo per proteggere il perimetro, ma non gli si può demandare l’intera protezione della casa, sarebbe troppo rischioso.
Credo che la soluzione per lei sia, come dicevano i latini, che “In Medio Stat Virtus” – la virtù sta nel mezzo e quindi le consiglierei di scegliere indifferentemente tra i due sistemi, ma con i piccoli ritocchi di cui sopra.
Spero di aver fugato i suoi dubbi e… ci faccia sapere !
Grazie

Posizione errata della predisposizione antifurto?

13/02/2012 2 commenti

Salve,
ho un appartamento con predisposizione all’impianto di antifurto.In particolare in ogni stanza esiste una predisposizione per i sensori con il filo. Dopo un sopralluogo di un tecnico ho avuto una risposta che mi ha lasciato perplesso e cioè: ” la sua casa è indifendibile con sensori volumetrici perché le posizione delle predisposizioni sono errate”.

Premesso che il costruttore dell’appartamento non è alla sua prima costruzione e fa questo di mestiere di da 30 anni, ho indagato meglio sulla risposta sconcertante dell’installatore dell’antifurto.

La giustificazione del tecnico è (riporto integralmente perché l’ho registrata e poi perché molto tecnica (per me) è la seguente : poiché i sensori punterebbero verso le porte finestre il loro uso sarebbe inefficace dal momento che i sensori pir rilevano la presenza di persone non difronte ma se si transita nella loro zona trasversalmente, un sensore DT (non so cosa è) potrebbe risolvere questo problema anche se puntato difronte alla porta finestra. Ma veramente ha ragione ?

Buongiorno
La risposta del tecnico lascia (MOLTO) perplesso anche me.
I sensori infrarosso passivo (PIR) sono effettivamente più sensibili all’attraversamento che all’avvicinamento(*), ma questo non significa assolutamente che se ci si avvicina il sensore non va in allarme!
Anzi, forse uno dei pregi dei PIR è proprio che non “attraversano” i vetri e questo ne ha fatto un tipo di sensore più facilmente installabile ed affidabile rispetto alla microonda che necessita di una taratura precisa perché rileva movimenti anche oltre i muri.
Ma anche la seconda parte non è esatta: i sensori DT (=Doppia Tecnologia) sono la somma di un sensore infrarosso (PIR) + un sensore microonda (MW) che devono scattare ENTRAMBI per segnalare l’allarme. Se il tecnico pensa quanto sopra dei sensori PIR, con il Doppia Tecnologia (secondo la sua tesi) non risolverebbe assolutamente il problema perché il PIR (sempre secondo lui) continuerebbe a non scattare! A meno che intendesse un sensore DT in logica OR (quindi un sensore che va in allarme se scatta il PIR o la microonda indistintamente), ma visto il livello delle affermazioni precedenti non credo proprio…
Che magari la sua predisposizione non sia ottimale potrebbe anche essere (lascio il beneficio del dubbio visto che non ho visto personalmente) ma che la sua casa sia indifendibile per quanto sopra è semplicemente NON vero. Ho visto sensori puntati direttamente su vetrine di negozi e locali commerciali funzionare egregiamente — mi creda, questa affermazione per me è priva di qualunque logica.
Chieda ad un altro installatore (magari più preparato o più serio) e vedrà che le dirà che non ci sono problemi.

(*) Nota: tecnicamente questa perdita di sensibilità è dovuta all’allargarsi dei fasci di rilevazione a distanze in genere superiori ai 10 metri dal sensore. Poichè il PIR rileva la variazione termica TRA i fasci, dove i fasci sono più larghi (come si veda nel diagramma sopra), la sensibilità è minore. Ma sotto i dieci metri è praticamente impossibile per un corpo umano (per magro che sia) non ‘tagliare’ due fasci (che tra l’altro non può nemmeno vedere) e quindi il sensore va in allarme anche in avvicinamento.

La Fiducia nell’installatore antifurto

05/02/2012 2 commenti

Salve Mauro… mi si perdoni il pensar male, ma a volte (dicunt) ci si azzecca! Si tratta di un problema che potrebbe interessare chiunque di noi. Racconto: alla scadenza dei 3 anni di garanzia, è andato in avaria l’antifurto volumetrico AVS installato in casa. E’ arrivato il tecnico (dopo 5 giorni) ed ha riparato l’impianto (almeno teoricamente). Totale:75 euro!!! Passano 15 giorni, stesso problema: la tastierina segnala TAMPER relativamente al sensore volumetrico della stessa camera della volta precedente. Domanda: visto che i venditori/installatori possono variare i contatti telefonici dove far arrivare l’allarme e possono attivare dalla loro postazione varie funzioni dell’antifurto, possiedono anche la capacità tecnica di creare disonestamente “ad arte” avarie e malfunzionamenti REMOTE che portino il cliente a chiamare più volte l’assistenza che, come sappiamo, è tutt’altro che gratuita? E poi, magari, approfittare della situazione per proporre al cliente in difficoltà anche un ampliamento dell’impianto, così come è successo a me. Faccio presente che entrambe le volte l’avaria si è verificata verso le 23:30, orario in cui non si può chiamare nessuno e ci si deve sorbire per tutta la notte (svegli) una sirena continuamente in allarme, con tanto di problemi col vicinato, etc. Come ci si deve comportare? Quali sono, se ci sono, le eventuali alternative alla “fiduca ad oltranza” nei confronti del venditore? Grazie.

Buongiorno
Innanzitutto grazie per il suo post: il caso che ci segnala ci permette di aprire una piccola parentesi che speriamo sia di utilità per tutti i nostri lettori.
Cominciamo col dire che non vogliamo stigmatizzare la categoria degli installatori dei sistemi di allarme che, come credo sia per tutte le categorie, è popolata da professionisti molto seri, abbastanza seri, poco seri e qualche (speriamo pochi) cialtrone. Generalizzare sarebbe fare un torto a tutti (buoni e cattivi) e quindi analizziamo la situazione per quella che realmente è: il suo personale caso con una particolare ditta di installazioni.
Detto questo, facciamo due considerazioni in merito alla sua situazione: se il problema che si ripresenta è lo stesso che aveva generato il primo intervento lei è coperto (per Legge) dalla garanzia sulla riparazione. Quindi può serenamente far presente al manutentore che il difetto originario è ancora presente e che lui è tenuto a venire a rimettere a posto l’impianto. Avendo pagato l’intervento, automaticamente la garanzia sulla parte sostituita riparte da zero e vale i 24 mesi previsti dal Codice Civile.
Se il difetto è diverso, diciamo che è stato sfortunato ma può succedere: non è che se oggi lei porta la sua auto a cambiare i freni domani non si possa rompere il cambio…
Veniamo alla seconda parte del suo post, ovvero sulla fiducia cliente e fornitore. Tecnicamente, l’installatore non può accedere ai controlli della centrale: può monitorare (nel senso di ricevere i messaggi di anomalia) per poter offrire un servizio di assistenza o tele-assistenza migliore – magari senza dover intervenire in loco – ma non può agire sulla centrale.
Il tele-controllo deve essere abilitato esclusivamente con il consenso da parte dell’utente, deve essere esplicitamente dichiarato ed autorizzato in fase di contratto ed è comunque soggetto alla registrazione dell’evento in centrale. Quindi la mia risposta è, senza dubbio, no.
Nell’ipotesi che un fatto del genere accada ci deve essere manomissione dell’impianto e malafede da parte dell’installatore (che, per altro, lascerebbe tracce evidenti ed in caso di denuncia sarebbe esposto in modo praticamente indifendibile). Il gioco vale la candela? Secondo me, no. In diversi anni di esperienza nel campo non ho mai avuto esperienze in questo senso: le garantisco che i costi di inviare un tecnico in loco a fare una manutenzione sono elevati e non penso che i 75 euro lordi incassati, sebbene non siano pochi, abbiano arricchito di molto le tasche dell’azienda.
Certo, tutto è possibile. Ma la considerazione spontanea che mi viene da fare è che un installatore costruisce il suo mercato sul passaparola e sulla pubblicità fatta dal Cliente soddisfatto: un’operazione del genere allo scopo di mettersi qualche euro in tasca non farebbe che fare terra bruciata intorno alla sua azienda, con conseguenze deprimenti per il business.
Ma se, al netto di tutto quanto sopra, ancora dovesse avere dei dubbi in merito, chiami un’altra azienda ed affidi a loro la manutenzione.

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