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Articoli taggati ‘doppia frequenza’

Sensori via radio: 433Mhz o 866MHz ?

08/02/2012 6 commenti

Domanda: se la maggior parte dei sensori usa la 433 Mhz,eventuali ladri che entrano in casa potrebbero cercare di oscurare la frequenza più comune e non sapendo dall’esterno che in casa “li aspetta” un sistema che opera in 866 mhz (più raro) potrebbero avere più difficoltà? oppure no? Perché se non ci sono abissali differenze fra i due sistemi (a parità di marca) conviene assolutamente quello più economico! Io, se ho ben capito, devo scegliere sensori wireless compatibili con la mia centralina okkio pro, e vedo che hanno un costo di € 30 circa (semplice PIR per friendly) o € 79 (PIR + microonda), dunque molto inferiore a quelli cosiddetti “di marca più famosa”… il mio è solo un pregiudizio (il sito dichiara di vendere abbattendo i costi eliminando i passaggi intermedi tra produttore e distributore) o secondo Lei, piuttosto che scegliere questi prodotti, è meglio trovare il modo di installare qualche altro modello filare (con pace della moglie che non vorrebbe vedere canaline)? La ringrazio anticipatamente per lo scioglimento dei miei dubbi e Le faccio i complimenti per il blog.

No, sarebbe bello… ma purtroppo non è così. Intanto la 866MHz non è così “più rara” della 433MHz e poi chi tenta di sabotare un sistema antifurto in genere ha almeno l’accortezza di fare un sopralluogo preventivo e vedere con cosa avrà a che fare.
Sulle differenze dei due sistemi non ci sono dubbi: sono assolutamente equivalenti. E’ sulla differenza dei due prodotti specifici che potremmo eventualmente discutere: non è che una frequenza sia meglio dell’altra, ma un prodotto (la radio intendo, il trasmettitore) quello sì che potrebbe esserlo. Una comune radio FM su due canali diversi produce la stessa qualità di suono, ma due radio diverse no, anche se sta ascoltando la medesima stazione.
Certamente, come lei giustamente dice, se vuole installare dei sensori via radio deve obbligatoriamente scegliere modelli compatibili con la sua centrale — sul fatto poi che siano più economici perché eliminano i passaggi intermedi avrei qualche riserva, ma non entriamo nel merito di considerazioni commerciali che spettano solo al suo rivenditore.

L’eventuale scelta del sensore via cavo (sicuramente più economico e non vincolante a nessuna marca specifica) potrebbe essere una buona alternativa ma la mia esperienza in materia mi suggerisce che probabilmente l’avrà vinta sua moglie… Almeno, a casa mia sarebbe così di sicuro :-)

Interferenze antifurto via radio e trasmettitori

04/02/2012 2 commenti

Buongiorno… dopo qualche anno mi sono finalmente deciso e a breve acquisterò a protezione della mia abitazione ( villino su tre piani e giardino sui 4 lati)un antifurto wireless. . tra le opzioni che mi sono state proposte la differenza sostanziale tra i vari tipi di impianto sta nella frequenza di utilizzo dell’antifurto appunto… praticamente mi hanno proposto uno a trasmissione 433Mh e l’altro a 868Mh . la variazione di costo tra i 2 tipi di antifurto è di 250-300 euro in piu per quello con trasmissione 868Mh.. le chiedo gentilmente se tale tecnologia sia effettivamente piu affidabile o potrei optare comunque per la classica a 433? la mia abitazione è circondata da apparecchiature wireless quali acces point trasmettitori audiovideo su i vari piani dela mia abitazione , 4 apparecchiature quali cancelli automatici solo nella mia abitazione e almeno altrettante nelle vicinanze… questa la mia situazione cosa mi consiglia lei?
grazie in anticipo Gianluca

Buongiorno Gianluca
Non ci sono differenze prestazionali tra le due frequenze, quindi non è che una sia preferibile all’altra, ma bisogna vedere se ci sono differenze tra i prodotti: ammesso – e non concesso – che i due prodotti siano esattamente identici, si comporteranno alla stessa maniera sia che trasmettano sui 433MHz che sugli 866MHz.
Detto questo, entrambe le frequenze operano a basse potenze e a distanze limitate, quindi in teoria access point, trasmettitori A/V, cancelli, etc. non dovrebbero rappresentare un problema. Ma, come sappiamo, la teoria non corrisponde sempre alla pratica: trattandosi di onde radio i fenomeni di interferenza possono sempre accadere e quindi le consiglierei di prestare la massima attenzione in fase di installazione e di usare materiale di buona, se non ottima, qualità, per non andare incontro a problemi e fastidiose complicazioni. Se la selettività del trasmettitore è elevata, il suo sistema radio opererà tranquillamente sul proprio canale senza problemi, ma se la radio non è di buona qualità qualche problema potrebbe averlo.
Eventualmente prenda in considerazione la possibilità di un sistema misto, utilizzando sensori con cavi laddove l’installazione non presenta problemi e senza cavi nei punti inaccessibili con i fili.
Faccia verificare molto bene, prima di fissare i sensori al muro, che il segnale radio raggiunga la centrale ad impianto completamente installato e segnali al suo installatore il problema: una buona prassi sarebbe fare un periodo di test con l’impianto collegato e funzionante ma non allarmato (quindi con le sirene scollegate o zittite ed il solo numero del suo telefono sul combinatore) in modo da verificare a tutte le ore del giorno ed in condizioni diverse che non ci siano problemi — si ricordi che non è detto che l’interferenza sia sempre presente, potrebbe manifestarsi solo in alcune occasioni specifiche ma se genera un falso allarme deve essere preventivamente eliminata.

Affidabilità sensori antifurto via radio

02/02/2012 3 commenti

Buongiorno! mi chiamo Filippo.
Ho acquistato di recente una centralina, per ora solo con sistema perimetrale. Ora dovrei scegliere i rilevatori di movimento e per esigenze logistiche dovrei optare sui wireless, anche se ho un dubbio sulla loro affidabilità. Il venditore sul proprio sito propone tutti apparecchi sui 433 MHZ ma a richiesta sono disponibili anche quelli funzionanti a 866. Ora chiederò un preventivo. Pensate che possano essere molto più affidabili gli 866 rispetto ai 433 Mhz? Spiego meglio la mia domanda: gli 866 mhz sono molto più difficili da debellare con il jamming, secondo voi? la ditta da cui acquisto è abruzzese e mi sono sembrati molto seri, anche se la differenza di prezzi rispetto a quanto sento in giro un pò mi rende scettico.
Grazie in anticipo.

Buongiorno Filippo
Non c’è nessuna differenza prestazionale tra la 433 e la 866 MHz: si tratta solo di apparecchi radio che lavorano su due frequenze diverse — niente di più. Il jamming, ovvero il tentativo di oscuramento della trasmissione radio, viene effettuato ‘accordando’ la frequenza del trasmettitore sulla stessa frequenza degli apparecchi che si vogliono attaccare, quindi, in pratica, è come sintonizzare un canale della radio su una stazione piuttosto che un’altra… non cambia assolutamente nulla.

Sistemi antifurto via radio: banda satura e interferenze radio

24/10/2011 3 commenti

Ho letto l’interessante articolo e avendo qualche esperienza in merito posso testimoniare che spesso la funzione anti-jamming sulle centrali a frequenza unica 433 mhz, venga esclusa a seguito di numerosi falsi allarmi causati da radioamatori che, guarda caso, sono autorizzati a trasmettere proprio su questa banda! dove si trovano tra l’altro anche i radiocomandi apri-cancello, i baby monitor e radio-giocattoli vari… Non so spiegare la logica assurda di utilizzare per i sistemi antifurto una banda già cosi satura di interferenze radio. Molto meglio sarebbe ad esempio intorno a 400 Mhz. La doppia frequenza 433/866 Mhz secondo me rappresenta oggi l’unica garanzia di funzionamento esente da disturbi e tentativi di jamming.

Capisco la sua perplessità, più che giustificata, ed in effetti il problema è stato posto più volte in sede internazionale anche all’ETSI, l’Ente Europeo che assegna le radio frequenze. Purtroppo il problema è che i sistemi antifurto sono stati catalogati nei cosiddetti LPD (Low-Power Devices) con potenze di trasmissione inferiori ai 10 mW, dove operano appunto TUTTE le apparecchiature tipo radio-comandi, giocattoli, etc. con antenna fissa e senza necessità di licenza.
A seguito delle numerose segnalazioni, l’ETSI assegnò poi i sistemi di allarme agli SRD (Short Range Devices) che operano nella 866 MHz risolvendo in effetti in parte il problema (la 866 era meno congestionata).
L’assegnazione delle frequenze in campo Europeo ed internazionale è sempre stata materia molto delicata e le frequenze libere sono poche, per non dire che le applicazioni del campo della sicurezza (in termini numerici) non giustificano agli occhi dell’ETSI un’assegnazione ‘riservata’ come spesso noi del settore abbiamo auspicato.

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