Sensori infrarosso da esterno e falsi allarmi
Riceviamo da un lettore questa domanda:
come si comportano i sensori ad infrarosso (montato esternamente) in caso di nebbia e altre avversità atmosferiche (neve, per esempio)?
esistono delle tecnologie in grado di contrastare questi svantaggi? i rilevatori a microonde hanno queste limitazioni?
Intanto bisogna precisare che esistono due tipi di sensori infrarosso: quelli attivi e quelli passivi. I più comuni sono i passivi e vengono utilizzati nella maggior parte dei casi per le protezioni volumetriche interne, soprattutto per la praticità d’installazione, l’ottimo rapporto qualità/prezzo e l’elevata immunità ai falsi allarmi. I sensori infrarosso attivi, invece, sono barriere che sfruttano l’interruzione di un fascio gestito da un emettitore ed un ricevitore (simile al principio della fotocellula). In genere i prodotti che usano infrarosso passivo quando usati esternamente proteggono uno o più ingressi e si installano in prossimità del muro di una casa o sotto un portico, al coperto. Diciamo che in linea di massima applicazioni diverse da queste devono essere attentamente valutate alla luce dei limiti fisici di questa tecnologia e dei rischi ad essa collegati. Inoltre l’infrarosso passivo rileva la variazione del gradiente termico e quindi è immune a questo tipo di interferenze atmosferiche per sua natura. Quindi, per rispondere alla tua domanda, un sensore infrarosso passivo da esterno montato filo muro o sotto portico non risente dei fenomeni atmosferici tipo nebbia o neve. Il problema potrebbe invece presentarsi nel caso di una barriera da esterno che utilizza infrarosso attivo: una fitta nebbia causa l’interruzione del fascio e genera quindi un falso allarme. Meno probabile (ma non da escludere totalmente) è il caso della neve, ma la consistenza della nebbia è molto più ‘nociva’ dell’occasionale fiocco di neve che interrompe il raggio — ricordiamoci che l’interruzione deve essere costante e più lunga delle frazioni di secondo che la neve impiega ad interrompere un fascio di luce. Quindi, in sintesi, la nebbia fitta crea problemi, la neve di solito non più di tanto.
I sensori microonda non sono particolarmente indicati per le protezioni esterne: sono troppo sensibili e quindi difficili da immunizzare ai falsi allarmi che un ambiente ‘perturbato’ come, ad esempio, un giardino può presentare (animali, vento che sposta alberi e foglie, etc.). Si preferisce utilizzare la doppia tecnologia (infrarosso + microonda) proprio per limitare i falsi allarmi, garantendo comunque un buon livello di sicurezza. Per applicazioni un po’ più sofisticate esistono anche le barriere microonda, che hanno tuttavia un costo maggiore e necessitano di particolari attenzioni in fase di installazione ma che offrono un elevato grado di sicurezza in ambienti esterni particolarmente controllati.







Buongiorno Antonio
la sua soluzione è geniale e risolve il problema: non credo che si sarebbe potuto fare di meglio – o quantomeno non allo stesso costo. Complimenti!
Credo che l’unica possibilità per eventualmente aumentare le prestazioni del suo ingegnoso sistema sia verificare se un ponte radio dati le permette di fare una trasmissione dal rustico alla casa. Si trovano in commercio dei sistemi tx / rx che possono emulare un collegamento adsl (alcuni fornitori di servizi internet li utilizzano per coprire zone non servite dalla banda larga attraverso il doppino tradizionale). Se non ricordo male operano nella banda delle microonde e sono conformi alla normativa R&TTE attualmente in vigore.
Ovviamente sono da verificare i costi, ma in questo caso avrebbe una connessione radio che potrebbe collegare ad un comunicatore digitale ed avere tutte le segnalazioni complete dalla centrale – allarme, stato in vita, anomalie e messaggi – ed eventualmente anche un controllo visivo con telecamere.
In ogni caso, complimenti ancora per la sua ‘invenzione’.
Grazie per il geniale,anche se certo non ho l’ho inventato io;questo sistema è già utilizzato dagli istituti di vigilanza che forniscono ai loro clienti un trasmettitore radio molto simile,che invia un messaggio alla centrale sul secondo canale (il primo è generalmente usato per le comunicazioni in fonia con le pattuglie mobili)La difficoltà nel mio caso stava nel superare gli ostacoli naturali creati dalla geografia del luogo,mediante antenne direttive ad alto guadagno e senza l’ausilio di ponti radio,la cui concessione è molto costosa e richiede complesse autorizzazioni.Riguardo ai collegamenti suula banda a 5 Ghz che servono per connessioni internet dove non arriva l’adsl tradizionale col doppino telefonico,mi stò informando e risulta molto interessante per le molteplici applicazioni(teleallarme e video sorveglianza) grazie per l’informazione