Ricevo da un lettore questa domanda:
Salve
volevo porle la seguente domanda: sto scegliendo un impianto antifurto per casa mia. Mi hanno consigliato caldamente di optare per una centralina che funzioni a doppia frequenza. Secondo la sua esperienza c’è un sostanziale vantaggio che giustifichi il maggior prezzo?
La doppia frequenza serve a prevenire un tentativo di ‘jamming’, vale a dire di oscuramento della frequenza radio a mezzo di una portante più forte che impedisce la ricezione da parte della centrale. Banalmente, è come se il sensore per comunicare l’allarme parlasse con voce normale e qualcuno vicino alla centrale mettesse una musica a tutto volume, impedendo alla centrale di sentire altre voci.
Le considerazioni da fare sono due: intanto la solita analisi del rischio (è potenzialmente soggetto a furti da parte di ladri tecnologicamente preparati a fare un’operazione del genere? ha valori preziosi da proteggere?); secondo: le due frequenze sono sufficientemente distanti tra loro? Spesso vengono proposti sistemi con due frequenze molto vicine – che si oscurano facilmente con una sola portante generata da una singola apparecchiatura, e quindi non sono molto utili…
Una buona centrale via radio, posizionata in modo da essere difficilmente oscurabile, deve fare il suo dovere anche se ha una sola frequenza.
Nella sintesi, alla Sua domanda ‘Secondo la sua esperienza c’è un sostanziale vantaggio che giustifichi il maggior prezzo?’ la mia personalissima risposta, con le riserve di cui sopra, è: no.
4 risposte finora ↓
Andrea // 09/12/2009 a 2:19 pm
Cosa intende per “le due frequenze sono sufficientemente distanti tra loro?” Mi hanno detto che le frequenze disponibili per Legge sono la 433 e la 868, ce ne sono altre? In merito anche al fatto che la centrale deve essere posizionata in modo da essere difficilmente oscurabile, quale è la posizione migliore in un normale appartamento? Grazie
Andrea // 10/12/2009 a 9:46 am
Ti ringrazio per l’esaustiva risposta Mauro, solo un’altra cosa, cosa intendi per protetta e poi se viene collocata centralmente rispetto alle periferiche perchè è meno esposta a rischi di Jamming? Grazie
Mauro // 10/12/2009 a 12:35 am
Buongiorno Andrea
Ti ringrazio per le domande e cerco di risponderti brevemente ma in modo esausitivo:
in alcuni casi sul mercato si trovano centrali ‘a doppia frequenza‘ che in realtà utilizzano due canali molto vicini della stessa banda (la 433MHz, ad esempio). Questo è tecnicamente possibile perché la banda è sufficientemente ampia per l’allocazione di più canali di trasmissione (in effetti la banda reale specificata dall’ETSI come valida per l’utilizzo è quella compresa tra due frequenze ‘centrate’ sulla 433MHz — vado a memoria, mi sembra: 433,050MHz e 434,790MHz). Quindi, un sistema cosiddetto a doppia frequenza che utilizza due canali, per esempio, della 433MHz è soggetto a quei rischi di jamming di cui sopra.
Per quanto riguarda la posizione, la teoria dice che la centrale dovrebbe essere ‘centrale’ – scusa il gioco di parole – rispetto alle periferiche e protetta, come tutte le centrali. In pratica, una centrale vicino alla porta o al balcone è, oltre che mal posizionata, più esposta a rischio di jamming.
Spero di essere stato chiaro, ma resto a disposizione per eventuali approfondimenti.
Mauro // 10/12/2009 a 11:19 pm
La centrale è più o meno protetta a seconda del numero di sensori che coprono sia l’area dove è situata che i percorsi necessari per potervi accedere. In pratica, per fare un esempio, collocare una centrale vicino ad un ingresso (porta o finestra) protetto da un solo sensore / contatto è potenzialmente più rischioso in quanto un ladro che voglia accedere alla centrale per manometterla dovrà eludere solo quel sensore e poi avrà via libera. Se la centrale si trova invece più lontano da porte e finestre, diciamo, per esempio, in un ripostiglio alla fine di un corridoio, è probabile che i sensori da eludere siano più di uno: sicuramente uno nel corridoio, uno a protezione dell’ingresso e magari anche uno che rilevi l’apertura della porta del ripostiglio — e quindi la manomissione diventa più difficile.
La stessa teoria si applica anche al jamming: partendo dal presupposto che la portante per oscurare il segnale radio arriva dall’esterno, la vicinanza a porte o finestre facilita il compito del jammer. Qui però, ad essere precisi, il discorso diventa un po’ più complesso: il jamming è spesso usato più dai detrattori dei sistemi via radio che dai ladri: intanto bisogna avere una minima capacità tecnica di trasmissioni in radio frequenza e fare un investimento in tecnologia (la radiotrasmittente per la portante coprente) e non tutte le tipologie di ladri hanno questi requisiti. Poi bisogna avere un po’ di fortuna nell’orientamento del TX, sperando che in effetti la portante copra la ricezione della centrale (e non è così semplice, ve lo garantisco) e non si può “vedere ad occhio” se il jamming sia riuscito o meno; non ultimo, se la centrale rileva la saturazione della banda in ascolto va in allarme manomissione. Con questo non voglio dire che il jamming sia una leggenda metropolitana — esistono diversi casi di furti eseguiti con questa tecnica — ma da qui a pensare che tutti i ladri viaggino armati di radiotrasmittenti per oscurare la portante del vostro allarme senza fili, la strada è davvero lunga…